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Collovati presenta la mostra su Rocco,il paron si volta nella tomba

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Molti dimenticano. Io no. Nereo Rocco è stato una delle bandiere del Milan. Fulvio Collovati era solo un ‘traditore’, passato all’Inter quando il Diavolo sbandò in B. E allora perché c’era lui a presentare la mostra sul Paron alla Bit?

Un Milan d’altri tempi quello presentato da Fulvio Collovati alla Bit dove, al padiglione della regione Friuli Venezia Giulia è andata in scena ‘Nereo Rocco, la leggenda del Paron’ (15 maggio-31 luglio), una mostra allestita per il centenario della nascita del Paron, appunto, che cadrà il 20 maggio 2012 (Collovati è friulano di Teor, Rocco era triestino).

Unico neo forse, potrebbe dire qualcuno, proprio la presenza dell’ex difensore del Milan e campione del mondo 1982. Può anche essere che i tempi collochino Collovati nella fascia del tardo Rocco milanista (venne allenato dal Paron nel 1976), ma davvero il friulano al Milan non ha lasciato buoni ricordi. 

Per quanto buon difensore, in fase di impostazione era piuttosto scarso (come non ricordare i suoi inevitabili passaggi… al giocatore vicino di lato?…

Per la serie ‘pensaci tu a lanciare perché io non so che fare’), ma soprattutto non si potrà mai dimenticare il suo passaggio all’Inter dopo la discesa in Serie B alla fine della stagione 1981-82, con tanto di sassata recapitata dalla curva nell’arroventato finale di un tristissimo Como-Milan. Un voltafaccia che allora parve clamoroso (anche se mi permise di vedere in rossonero il mai dimenticato ‘Gondrand’, al secolo Giancarlo Pasinato), che venne pesantemente condannato dalla curva milanista: ancora riecheggiano i cori contro di lui a San Siro (ma non solo contro di lui…) e, poco prima di un derby, un meraviglioso striscione srotolato da Fossa e Brigate che, più o meno, recitava così: “Castagner e Collovati, dio fa gli infami e poi li accoppia”. 

Ma ancora di più, a San Siro riecheggia l’eco del boato che esplose alla rete di Mark ‘collo d’acciaio’ Hateley quando, vendetta di popolo, la ‘barbara’ torre inglese si innalzò sopra la testa del ‘traditore’ per schiacciare dentro la porta il pallone del 2-1 finale contro i nerazzurri: era il 28 ottobre 1984, il Milan tornava a vincere un derby dopo molti anni, il popolo del Diavolo tornava a credere nei sogni.

E di lì a poco sarebbe entrato in scena Silvio Berlusconi.

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