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Milan-Inter: i rossoneri regalano, i nerazzurri ringraziano

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Il Milan si ‘suicida’, prima fuori e poi dentro al campo, regalando letteralmente a un’Inter appena decente e discretamente ordinata il successo in un derby che riapre le porte ai nerazzurri nella corsa allo scudetto

Leggo il breve e, come sempre conciso post di Critica Rossonera e, come diceva un tempo “Mai dire gol”, ‘sono pienamente d’accordo a metà col mister’.

Per esempio, illuminante l’incipit: ‘Non avete la sensazione di aver perso con Chievo?’. Esattamente quello che ho pensato alla fine del primo tempo, quando ormai ero certo che la profezia di Maya si sarebbe quanto meno avverata in questo primo derby di campionato.

L’Inter che vince il derby, ovvero la fine del mondo, le ‘forze del male’ che oscurano il cielo, le calamità della Bibbia, carestia e pestilenza, insomma, tutta quella serie di eventi disastrosi con i quali è davvero difficile cominciare l’anno solare.

Ma tant’è. La risposta è ‘sì’, pareva di avere perso con il Chievo.

Sia per il dominio territoriale, sterile ma totale, del primo tempo, sia per la nullità opposta dall’Inter, sia per l’incredibile (e splendido) gol in contropiede realizzato da Pellissier-Milito a una difesa del Milan in vacanza (complimenti per la ‘concentrazione’ da derby!), senza dimenticare che la squadra rossonera non aveva bisogno di fare la partita, ma avrebbe potuto comodamente aspettare l’Inter, obbligata dalle circostanze a cercare la vittoria.

Un’Inter formato Chievo per la solita smodata ‘gioia da vittoria’ nerazzurra (son sempre cinque punti), quando in altre occasioni si ricordano striscioni sollevati con mezz’ora d’anticipo sul triplice fischio finale. Insomma, la solita barzelletta. Certo, se l’Inter è il Chievo preoccupa ancora di più questo Milan che il Chievo non lo batte, dimostrando sufficienza e povertà di idee, sia in campo che in panchina. Al contrario di Critica Rossonera, sono e rimarrò sempre un ‘seedorfiano’ di ferro.

Folle non metterlo in campo all’inizio, folle mettere dentro l’oscuro oggetto Emanuelson (ma c’entra in qualche modo Raiola?). Folle tenere dentro Pato sino alla fine. O forse… diabolico, e voluto, giusto per fare capire ai posteri, e a chi sta ad Arcore, la grandissima cazzata compiuta.

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