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Milan: Silvio Berlusconi non c'è, fari puntati sulla figlia

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Primo giorno di raduno per il Milan e consueta conferenza stampa per dirigenti e giocatori. La figlia del premier ancora una volta protagonista

Ma quali russi, quali arabi, il Milan resta in terra di ‘Berlusconia’, almeno per ora. Il primo giorno della nuova stagione rossonera, quello del raduno, regala notizie confortanti a quei tifosi preoccupati di un contraccolpo sulla proprietà del club, Fininvest, costretta a pagare un maxi-risarcimento di 560 milioni di euro per il Lodo Mondadori.

«Non inciderà sul mercato della squadra e il presidente Berlusconi rimane al suo posto con tutto l’entusiasmo che ha dimostrato in questi 25 anni», assicura Adriano Galliani, a cui il presidente del Consiglio ha affidato il messaggio. «Chi poteva temere o sperare che gli ultimi eventi potessero avere indebolito Silvio Berlusconi si sbaglia di grosso», certifica il ds. In prima, fila alla conferenza stampa che ha aperto la stagione dei campioni d’Italia, la figlia del premier, Barbara Berlusconi.

La bella Barby ha mantenuto un profilo basso, ma ha affidato un paio di concetti importanti a Mediaset. «Non mancherà l’impegno del gruppo per il Milan per raggiungere tutti i prestigiosi obiettivi che ci siamo dati» e, in relazione alle ripercussioni del lodo Mondadori: «Sono convinta che l’amore di mio padre per il Milan sia più grande».
Il sogno della figlia del premier è festeggiare una Champions League. Proverà ad accontentarla Massimiliano Allegri, che dalla società ha ricevuto un chiaro input, sintetizzato da Galliani: «Riconquistare lo scudetto e in Champions andare più avanti rispetto agli ultimi tre anni quando ci siamo fermati agli ottavi?».

Allegri, seduto al fianco dell’amministratore delegato, sorride, convinto di avere un vantaggio rispetto a dodici mesi fa. «Nella scorsa stagione – ragiona – abbiamo dovuto inserire 12 giocatori nuovi, mentre ora la squadra è rodata e abbiamo solo quattro innesti da gestire», Mexes, Taiwo, El Shaarawy e Paloschi, di ritorno alla base. Eppure qualche nuovo arrivo, di prima qualità, non dispiacerebbe all’allenatore toscano. Con la modifica della norma c’é la possibilità di ingaggiare un secondo extracomunitario, «ma non è un obbligo» frena Galliani: «Siamo al completo e se ci saranno opportunità le coglieremo come negli anni precedenti».

Forse Kakà? Quindi la smentita su Pastore: «È nei nostri cuori ma obiettivamente è un’operazione complessa», taglia corto l’ad rossonero. El Shaarawy viene coccolato da Galliani come se fosse un figlio, e probabilmente per l’intero ambiente rossonero è davvero come se lo fosse. «È un giocatore importante – esordisce l’ad – tutti ne parlano bene e sicuramente si farà valere». Philippe Mexes non nasconde la sua voglia di tornare a giocare: «Sto abbastanza bene, spero di rientrare il più presto possibile in campo perché mi manca».

Taiwo è «felice di giocare qui. Lavorerò per dimostrare le mie capacità», mentre Paloschi vuole scommettere su se stesso: «Spero di rimanere al Milan in maniera definitiva».

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