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Pazzini primo attaccante italiano all'Inter dai tempi di Vieri: la Gazza si dimentica SuperMario. Forse perché è nero?

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E’ curiosa la ‘dimenticanza’ della Gazzetta dello Sport nel presentare l’arrivo di Giampaolo Pazzini all’Inter: ho dovuto rileggere per crederci, e addentrarmi lungo tutto l’articolo per essere sicuro. Ecco cosa dice l”occhiello’ del pezzo, parlando del ‘Pazzo’ (scusate il gioco di parole…): “È già nel cuore dei tifosi, il nuovo acquisto nerazzurro che restituisce all’Inter l’attaccante italiano, assente dai tempi di Vieri”.

Scusate, devo essermi perso qualcosa, o forse no, ma a me pare di ricordare che fino a pochi mesi fa in nerazzurro c’era ‘un certo’ Mario Balotelli, acclamato da tutti come futura speranza del calcio sia nerazzurro che italiano. O no? Ma vado avanti nel pezzo, magari ho letto male.

Vediamo. Attenzione, prosegue l’articolo con le parole di Massimo Moratti, lui è la saggezza, rimedierà all’errore. “‘E’ italiano, e la cosa ci fa molto piacere’.

Così lo aveva accolto Massimo Moratti il giorno del suo acquisto dalla Sampdoria: in effetti l’Inter perfetta della scorsa stagione aveva solo una piccola pecca. Mancava una bandiera azzurra in campo (salvo sporadiche presenze di Materazzi)”. Ribadisco: Balotelli? Mettiamo però che si parli di italiani nati su suolo italiano. Controllo: Balotelli è nato a Palermo. Allora magari forse non ha inciso più di tanto, che so, magari c’aveva il perone rotto, non ha giocato manco una partita e io non me lo ricordo.

Vado a vedere i ‘sacri’ testi: per SuperMario (era così che tutti lo chiamavano, no?) 26 presenze e 9 gol in campionato, 8 presenze e un gol nelle coppe europee e 6 presenze e un gol in Coppa Italia. In totale 40 presenze e 11 reti non sono briciole.
Ora ci troviamo di fronte a due ipotesi per spiegare questo errore: 1) è solo un marchiano capitombolo, può capitare, ci mancherebbe, ognuno di noi può ‘cannare’…

2) o è invece una ‘dimenticanza’ fatta di ignoranza e razzismo perché, diciamolo chiaramente, per molti il ‘Balotta’ non era da considerare italiano in quanto di… pelle nera?
Non male, complimenti, una bella espressione della Milano moderna e multiculturale, che spesso allo stadio (più spesso in nerazzurro) ha dato il meglio di sé, con signorili boati nei confronti dei giocatori di colore che si sono esibiti a San Siro nel corso degli anni.

Io poi ho un’altra idea, personalissima, ma magari me la tengo per un altro post…

Per chi ancora non lo credesse, o se ne fosse dimenticato, ecco un bel video che dimostra come, anche dopo Vieri, l’Inter abbia schierato ALMENO 1 italiano di valore…:

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