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Ma se ghe pensi: divagazioni notturne del dopopartita

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Un altro pari, il solito pari. Malgrado la solita magia del nasone ex-nerazzurro che ‘quelli di là’ non si possono più permettere di vedere a San Siro. La solita mezzora forse di meno del ragazzo-che-se-avesse-avuto-un-carattere-diverso-forse-avrebbe-quasi-toccato-il-Gianni, ma è bastato per farmi emozionare e venire il batticuore.

Le solite pirlate difensive che se non torna il Pirlo, quello vero, ‘sta squadra non è più quadrata di una giostra. Il solito Milan che con le solite ‘piccole’ soffre che non è possibile. Il solito Milan che ogni volta che fa così mi rende orgoglioso di essere milanista, perché dentro di me, nella mia sofferenza, penso ai giorni ancora più bui, quelli della Cavese, quando la curva era la curva e in 50 mila ogni volta facevamo tremare ogni squadra e tifoseria che si presentasse a Milano.

Il solito pareggio di merda, e la solita Inter che rischia di venirsi a prendere, anzi, venirci a prendere, il solito scudetto.
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