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Che il 2011 sia finalmente l'anno dello sport milanese, ma quello vero

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Con una squadra campione d’Italia, d’Europa e del mondo in carica e un’altra in testa al campionato italiano, lo sport milanese, almeno dal punto di vista calcistico, dovrebbe essere a posto. Eppure, in attesa delle fantasmagoriche promesse che reca con sé l’Expo, è necessario non perder edi vista la realtà.

Sappiamo bene che i tempi delle famose ‘vacche grasse’ sono lontani, quelli nei quali i palazzetti si riempivano anche per una partita amichevole di pallavolo. Milan e Inter, assieme alla loro voglia smisurata di superarsi facendosi dispetti da bambini dell’asilo, assumendo ora quel tecnico e rubandosi ora quel campione (presunto) non sono assolutamente la cartina di tornasole della realtà cittadina.

Se togliessimo dalla circolazione i rossonerazzurri la Gazzetta dello Sport chiuderebbe in una settimana.

E questo è molto triste. Il Milano Rossoblù di hockey ghiaccio ha tracciato una strada: quando leggo i nomi di gente come Migliavacca e compagnia cantante sul tabellino dei marcatori mi si apre il cuore. Da quelle parti hanno capito che lo sport bisogna insegnarlo prima di tutto ai nostri ragazzi, che non necessariamente si diventa stelle da invitare all’Isola dei Famosi e che la prima gioia è quella di avere centrato l’obiettivo sportivo e di far divertire i tifosi.

L’Armani Jeans Milano a sua volta fa il possibile, e anche se qualcuno ha definito la sua annata ‘grigia’, non bisogna dimenticare che arrivare a una finale tricolore non è risultato da buttare via, anzi. Sarebbe come dire, fatte le dovute proporzioni, che i Boston Celtics dovrebbero lamentarsi per la finale NBA raggiunta, e persa, con i Los Angeles Lakers. Invece, dopo essersi leccate le ferite, han fatto festa lo stesso.

La pallavolo milanese deve ancora rialzarsi, il baseball è ancora una nicchia di pochi, di ciclismo e tennis non si hanno più notizie. E il resto? Diciamo la verità, se non fosse per Milan e Inter, che sopravvivono soprattutto per garantire ai rispettivi ‘potentati’ gloria e ‘comande’, la quotidianità dello sport milanese sarebbe un gioco per chi ha tempo e soldi da buttare via. L’invito in previsione del 2011 non può che essere quello, ai tifosi, di stare più vicino e frequentare stadi e palazzi delle rispettive squadre del cuore, di passare più tempo in palestra (a Milano la scherma, giusto per fare un esempio, è di livello più che…

mondiale), mentre alle istituzioni si può e deve chiedere di sostenere, anche economicamente le iniziative necessarie a riportare l’entusiasmo sportivo in quell’incredibile calderone di idee e attività che è sempre stata la nostra Milano.

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