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Arriva il giorno del Milan, ma questa volta nemmeno il “Ghe pensi mi” del Berlusca potrà bastare

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Italiani, tremate: sono Mario Yepes, Marco Amelia e Sokratis Papastathopoulos i tre volti nuovi che si presenteranno al raduno del Milan alla presenza di Silvio Berlusconi. Ci si chiede a questo punto quale sia la consapevolezza del “presidentissimo” nel dare l‘ok a siffatta formazione, se sia davvero la “mente occulta” che sta dietro alle scelte tecniche della società rossonera, il cui prossimo campionato si prospetta ancora più difficile e tomentato di quello passato, fondato suelle incoerenze di un mercato “povero” più per scelte estetiche che reali, dopo avere dissoluto capitale in operazioni folli e rinnovi di contratto assurdi. Tant’è, tutti incrociano le dita, a cominciare dai tifosi, che si augurano che il vero colpo possa essere il nuovo tecnico Massimiliano Allegri.

In ogni caso i tifosi sono pronti a far sentire la propria voce. Non ci si aspetta insomma un clima di festa in quel di Carnago. E se è positivo il fatto che Christian Abbiati abbia prolungato il proprio contratto fino al 30 giugno 2013, c'è anche chi potrebbe lasciare subito il Milan: il futuro di Ronaldinho è infatti ancora tutto da capire, forse nell’attesa di un “balletto sul tavolino” o chissà quale altra diavoleria si inventerà il presidente (del Consiglio).

Tentazio di andarsene anche per il suo connazionale Pato, che ha dichiarato di voler “far bene quest'anno e vincere campionato e anche Champions League” (pare già un addio).
Un altro “big” che potrebbe lasciare subito quella che è la sua casa da 11 anni è Gennaro Gattuso, ancora una volta molto indeciso se proseguire o meno la sua carriera in rossonero, dopo che già nel 2008 era stato molto vicino a lasciare Milano destinazione Monaco.

Anche lui dovrà parlare con Allegri quando raggiungerà il ritiro assieme agli altri giocatori reduci dal Mondiale e capire che ruolo avrà nel nuovo Milan prima di decidere se accettare o meno le offerte greche.
Funzionerà anche nel “fango del dio pallone” (frase presa a prestito da un graffiante libro di Carlo Petrini) il “Ghe pensi mi” di Silvio Berlusconi?

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