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Sheva, o mio Sheva, dimmi che sarà di questo vecchio Milan

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Quando penso ad Andryi Shevchenko, in arte 'Sheva', faccio fatica a non emozionarmi. Il cuore comincia a battere veloce, la memoria mi conduce a momenti della mia vita che rimarranno impressi per sempre, fotografie indelebili nella mente che questo ucraino dal cuore d'oro e dal cervello di bambino mi ha regalato, e ancora e ancora, quasi senza fermarsi, quando apri il barattolo della marmellata e te la rovesci in gola, una dolcezza infinita infinitamente dolce.

Scusate, ora cerco di riprendermi. E' l'effetto Sheva. L'unico e indiscutibile campione, il più grande attaccante che il mondo abbia visto nascere dopo (dio) Diego Armando Maradona, è transitato a Milano per portare il proprio 'verbo' rossonero. In realtà è passato in via Turati "solo per fare un saluto a Galliani e alla societa", e quindi (purtroppo) nessun clamoroso ritorno in maglia rossonera. Pur di tenerlo al Milan io gli farei svolgere, in caso di manifesta incapacità a tenere il campo, anche i ruoli più disparati: autista, portavivande, sprimacciatore dei cuscini di Milanello o parrucchiere di fiducia, che più o meno è il ruolo a cui venne adibito nella sua ultima e sfortunata stagione milanista da un Carlo Ancelotti che continuò a dargli l'ostracismo con la scusa di un'approssimata condizione (se non fosse che con l'Ucraina continuava a fare le solite valanghe di gol).

 
Sheva come sempre ha riservato zucchero per le orecchie dei tifosi del Milan, augurando alla sua ex squadra "che possa fare bene in
Champions". Poi banalità del tipo che si è detto "felice di aver giocato al Milan", "dove ho avuto grandi soddisfazioni, ma ormai ho fatto la mia parte (no!, mai! non sarà mai abbastanza il vederti con la maglia del Milan…, ndr). Ora sono in Ucraina e voglio finire la carriera al prossimo Europeo".

C'è stato anche il tempo per la solita 'leccatina' al mentore: "Finché ci sarà Berlusconi, il Milan resterà il Milan", mentre su Kaladze ancora non ha fornito indicazioni: "L'ho sentito – ha detto Shevchenko – ma non so cosa voglia fare. Ha vissuto un anno difficile, ma è un grande giocatore. A lui servono solo tempo e spazio". C'è spazio anche per un commento sull'uscita dell'Italia dal Mondiale: "Ho vissuto male l'uscita della Nazionale di Lippi dalla competizione", aggiungendo di s1entirsi "sicuro che l'Italia saprà risollevarsi in fretta".

Grazie Sheva, come sempre mirabile…

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