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Milan umiliato dallo Zurigo, ma sostituire Leonardo non cambierebbe le cose

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E' finita con il match winner, il finlandese Tihinen, a improvvisare una danza solitaria sul prato di San Siro, ritmata dagli olè degli oltre 4.000 accorsi da Zurigo e assiepati sul terzo anello verde del Meazza. E chi l'avrebbe mai detto?

Il Milan è a pezzi, ma attenzione ad analizzare il match di Champions dalla giusta prospettiva.

Troppo facile sparare sulla Croce Rossa. La realtà è che i rossoneri del secondo tempo avrebbero meritato almeno il pareggio, quelli dei primi 45' hanno subito persino i torelli degli svizzeri. E allora? E allora non invidiamo Leonardo, anche se, dal punto di vistra strettamente giornalistico, ne apprezziamo squisitamente la gentilezza e l'educazione che sempre dimostrata con gli addetti ai lavori (foto acmilan.com).

I problemi del Milan sembrano principalmente due e sul primo si è soffermato anche il tecnico brasiliano: la lentezza della manovra e l'attuale involuzione di Pato.

Nel primo caso bastino le parole di Leonardo: "Questa è una squadra che fa fatica a costruire, in fase di possesso facciamo molta fatica. La manovra è lenta, prendiamo palla troppo bassi e dopo diventa difficile partire"; nel secondo, il mistero s'infittisce e francamente pensiamo che sia legato a qualcosa di extracalcistico, fate voi: ma il papero era un'iradiddio, adesso pare persino demoralizzato. E non è un problema solo di gol che non arriva, a sorpendere è l'atteggiamento.

Ronaldinho, invece, checché se ne dica, un minimo di scossa nel secondo tempo l'ha portata, ed è ripartito dall'antica posizione occupata ai tempi belli del Barcellona, ovvero sull'ala sinistra. Almeno, è un segnale. Vado controcorrente, ma continuo a pensare che l'ex pallone d'oro sia recuperabilissimo e che rappresenti l'unica risorsa (almeno potenziale) in grado di svegliare i rossoneri dal torpore.

Al termine dei primi 45' minuti i fischi sono piovuti impietosi dalle tribune, anche se la curva rossonera in realtà ha subito intonato cori a favore della squadra.

Ma una domanda ci sorge spontanea: qualcuno vuole dirci che davvero si aspettava di più da questo Milan?

E cosa avrebbe potuto fare Leonardo? Niente, crediamo. Sostituirlo non cambierebbe le cose, almeno al momento. La qualificazione agli ottavi di Champions è tranquillamente alla portata, in campionato le cose vanno peggio, ma l'obiettivo è il terzo posto. In fondo l'ha detto Adriano Galliani. O no?

(post di Gianmario Bonzi)

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