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Galliani sicuro: "Senza l'infortunio di Kakà saremmo primi". E' suo il premio 'babbata del giorno'

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La magia del derby di Genova, con il successo del Genoa sulla Sampdoria con il punteggio di 3-1, oscura tutto il resto della giornata calcistica sabato-domenicale. E così si perdono nel nulla le varie amenità rossonerazzurre, con le squadre milanesi entrambe a imporsi per 2-0 sulle rispettive avversarie.

Detto dell’Inter, ora passiamo al Milan. Temevo di non avere niente da dire della vittoria della squadra meneghina in quel di Catania, con reti di Inzaghi e Kakà (ma i gol di differenza sarebbero potuti essere molti di più).

Poi per fortuna mi è arrivato in soccorso l’amministratore delegato Adriano Galliani, che ha riempito il pomeriggio con la ‘babbata del giorno’, un premio che andrebbe istituito e che forse istituirò, ma che per oggi, in questa sua prima edizione, si dividono l’antennista di Monza e il marito di Afef (M.T.P.).

Che ha detto di così 'brillante' il buon Galliani? Beh, per lui se i rossoneri sono fuori dai giochi per lo scudetto è tutta colpa degli infortuni: “Il Milan sarebbe primo in campionato se avesse giocato sempre con Kakà”. Certo, certo, come no? Scusate, mi scappa da ridere. “Quest'anno abbiamo avuto molti infortuni” a proseguito il dirigente rossonero”, ma quello di Kakà è stato decisivo. Quando mancano gli altri, le riserve non li fanno rimpiangere, ma se manca lui, invece, cambia tutto”.

C’è spazio anche per parlare del futuro di Carlo Ancelotti, ma per l’ennesima volta da ‘casa Milan’ giungono rassicurazioni legate alla permanenza del tecnico alla guida dei milanesi: “Carlo Ancelotti resterà sulla panchina del Milan, non c’è nessun problema. Spalletti è uno degli allenatori che preferisco, perché fa giocare bene le sue squadre. Il Milan cerca di andare avanti con il gioco. Grazie al gioco abbiamo fatto otto finali di Champions League.

A volte manchiamo di continuità, ma giochiamo bene al calcio”. E lo stesso Ancelotti conferma: “Mauro Tassotti è un grande allenatore, competente e preparato. Io e lui lavoreremo ancora per molti anni assieme. E lavoreremo qui a Milano”.

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