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Contro la Lazio fa tutto Ibrahimovic, nel bene e nel male

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Non ci credo: oggi Ilaria D’Amico ha avuto il coraggio di chiedere a Carlo Ancelotti notizie della tabella scudetto. Va bene che bisogna pur campare, però… per chi segue il calcio invece, e per gli ultimi illusi, ieri sera è (mi auguro) ufficialmente calato il sipario sul campionato italiano 2008-09.

L’Inter supera senza entusiasmare la Lazio per 2-0, ma le luci di una serata in cui la Lazio non ha avuto nulla da rimproverarsi mentre i nerazzurri si sono mostrati tecnicamente e agonisticamente rivedibili, sono state tutte, nel bene e nel male, per Zlatan Ibrahimovic.

Sono tutti suoi gli highlits della partita: dapprima sblocca il risultato con un gran gol dei suoi, poi serve su un piatto d’argento il raddoppio per Muntari, e contemporaneamente regala ai presenti il classico gesto che negli ultimi anni è diventato sempre più frequente e fastidioso nei nostri stadi, quello del porre il dito davanti al naso per azzittire il pubblico.

Già urta che lo si faccia agli avversari, poi che lo si faccia ai propri tifosi diventa davvero insopportabile. Non so cosa il popolo interista pensi di questo personaggio: di certo gli ha letteralmente ‘regalato’ lo scudetto, sebbene ogniqualvolta senta aria d’Europa si premunisca di sparire, andando a raccogliere cavoli invece che palloni.

Nel dopopartita José Mourinho, altro bel caratterino, assolve lo svedese di origine slava: “Zlatan, come tante altre volte in questa stagione, è stato decisivo.

I suoi gesti di nervosismo nei confronti del pubblico? Lui quest’anno ha forse offerto il meglio del suo repertorio e della sua carriera, e probabilmente ha giudicato ingenerosi i fischi e le critiche di un pubblico che lo ha attaccato per una sola partita sfortunata come quella di Napoli (ma non sarà anche per qualche altra prestazione, tipo quelle offerte in Europa?, ndr). Noi ora siamo stanchi mentalmente e fisicamente, dopo tante partite e tante battaglie.

Avvertiamo il logorio di tutta una stagione, non sempre riusciamo a esprimerci come vorremmo sotto il profilo del gioco”.

E la società? Come più volte dimostrato in passato, prende l’ennesima cantonata, difendendo a spada tratta il suo ‘campione’: lui è ‘Ibra’ e chissenefrega del resto? Potrebbe anche sputarvi addosso, però, secondo il buon Marco Tronchetti Provera, dalla sua assolta Portofino “A prescindere da ogni polemica, se uno gioca come Ibra va difeso".

Magari la prossima volta spero che il gesto, anche peggiore, Ibra lo faccia a Tronchetti Provera, così poi voglio vedere se vorrà difenderlo ancora.
Come sempre da ‘padre di famiglia’ il solito commento di ‘Moratti il buono’: "Credo sia stato più un fatto istantaneo. Non si aspettava di essere fischiato. Me lo ha detto dopo quando ci siamo parlati. Però poi la reazione di Ibrahimovic sul campo è stata talmente buona che da parte del pubblico oltre alla comprensione c'é stata stima ed entusiasmo". A me viene la nausea. Per fortuna che stasera c’è il derby di Genova…

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