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La replica degli allenatori: "Mourinho, stavolta hai proprio pisciato fuori della tazza…"

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E’ difficile capire perché Jose Mourinho rompa tanto le palle. La litania di chi lo difende esaltandolo come unico vero ‘uomo’ in un mondo di ipocriti è consunta e altrettanto ipocrita, infarcita di luoghi comuni buoni solo per chi abbia bisogno di credere in un ‘messia’ arrivato dal Portogallo lautamente pagato e il cui unico obiettivo è quello di fare il bene proprio, magari sbeffeggiando il lavoro altrui.

Prima di Inter-Fiorentina il portoghese aveva già alzato i toni del dibattito (inizialmente monologo), affermando che "un allenatore può perdere tutto meno che la sua dignità professionale". Più o meno tirato in ballo, Carlo Ancelotti non si era lasciato intimidire, comunque trovando il modo di lanciare qualche stilettata al tecnico dei ‘cugini’, sottolineando il fallimento europeo della squadra nerazzurra. La replica dell’interista era invece di stile sguaiato, più ‘ortolano’, e andava dagli ‘sero titoli’ conquistati dal Milan in stagione, a una più pesante accusa nei confronti del tecnico milanista, accusato di fare l’’uomo di paglia in panchina’ e di ricevere in realtà ordini direttamente dal proprio presidente Silvio Berlusconi.

E anche in questo caso tirando sempre in ballo la ‘dignità professionale’.
Il tutto è stato liquidato dal diretto interessato con l’ennesima battuta, di ben altro tono: “E’ evidente che a questo punto, dopo avere vinto due Coppe dei Campioni come giocatore, ne ho vinte altre due come viceallenatore” ha ribadito Ancelotti sornione nel week-end con un sorriso velato di superiorità.

Ben più accanita invece la replica degli altri allenatori italiani, a difesa di alcuni dei quali si era schierato Mourinho quando aveva attaccato chi, come Spalletti e ancora Ancelotti, a suo dire avrebbe avuto capacità mediatiche tali da ‘condire la stampa’.

Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, è forse il più chiaro, grazie anche alla verve toscana che lo contraddistingue: “Mourinho ha pisciato fuori del vaso e ultimamente gli è capitato spesso. Dalle mie parti si dice così, forse non sarà carino, ma non so trovare un’altra espressione. Stavolta ha proprio pisciato fuori del vaso”.

Rincara la dose Massimiliano Allegri, tecnico del Cagliari: “Mourinho ha rilasciato dichiarazioni patetiche, segno di poco rispetto verso il lavoro degli altri”. E anche chi, come Roberto Donadoni, neoallenatore del Napoli, è abituato a tenere di norma un profilo basso, pur senza trascendere appare chiaro: “Mourinho è stato poco elegante ed educato. Stupisce come lui abbia tutte queste conoscenze delle cose altrui. Ha voluto buttare lì un’altra frase ad effetto, non ne vedo la motivazione e la necessità. E’ una cosa che comunque va più a suo discapito che a suo pro e lascia un po’ il tempo che trova”.
Da ‘casa Milan’ parla anche Mauro Tassotti, che di Ancelotti è il vice: “Questa cosa va avanti da molto tempo, è una situazione un po’ pesante. Carlo ha risposto con una battuta e credo che sia stata al cosa più giusta da fare”.

A difendere Mourinho (che da Lisbona fa sapere di non essere stato interpretato correttamente), e non potrebbe essere altrimenti, ci pensa il presidente dell’Inter Massimo Moratti: “Al di là della polemica divertente con Ancelotti, che ha replicato con una simpatica battuta, tutti gli altri hanno risposto in maniera seriosa su una affermazione che era solo a difesa della dignità della categoria. Credo che arrabbiarsi con Mourinho sia ormai una moda”.
Resta da chiedersi ormai solo il perché: forse perché Mourinho, dopo avere chiaramente lanciato il guanto di sfida europeo, si è ritrovato a marzo con la possibilità di vincere ‘un solo titolo’, ovvero quanto già fatto da quel Mancini la cui ombra evidentemente pesa un po’ più di quanto lo ‘special’ dimostri. Forse perché le scelte tecniche di Mourinho quest’anno sono costate moltissimo e hanno lasciato alquanto a desiderare, e il buon Moratti ormai è costretto a dire sempre sì per non dover tornare sui propri passi, rinnegando non solo un allenatore, ma tutta una nuova linea. E perché le sue scelte continueranno a costare, perché coincideranno con l’addio di obbligato di gente che, come Cruz, all’Inter ha dato moltissimo. Il tutto mentre nel frattempo si trova a confabulare con altri club per crearsi un ‘paracadute’ di ripiego. Venendo però pescato con le mani nella marmellata. Ma forse, una volta ancora, ha ragione Carlo Ancelotti: “Mourinho? Si parla sempre del comunicatore che è una componente che mi affascina poco della sua personalità, perché spesso dice anche cose inutili”…

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