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Una buona Samp e un po' di sfiga sono sufficienti ad abbattere il Milan

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Difficile capire fin dove possa arrivare la crisi del Milan, un periodo buio oltre ogni limite, che ha trovato il suo ennesimo capitolo nella sciagurata partita di ‘Marassi’ contro la Sampdoria, ennesima formazione a venire rivitalizzata dalla ‘banda di Ancelotti’.

2-1 il finale per i blucerchiati e rossoneri ancora terzi in classifica, ma con un vantaggio sempre più risicato sulle immediate inseguitrici Fiorentina, Genoa e Roma. Ancora con molte assenze, la squadra milanista si è affidata in attacco ancora a un’unica punta, Pato, sostenuta da Seedorf, mentre nella Samp Cassano ha giostrato alle spalle di Pazzini (foto acmilan.com).

Che ‘Marassi’ fosse campo duro lo si sapeva, ed erano in pochi a credere nella reazione del Milan, dopo l’ingloriosa uscita dalla Coppa Uefa avvenuta giovedì sera per mano del Werder Brema.

Reazione di cui invece ha beneficiato la formazione di Mazzarri, pure lei inopinatamente buttata fuori dall’Europa in formato Uefa.
Va detto comunque che ai rossoneri gira tutto storto: recuperato Seedorf all’ultimo momento, ma perso Ambrosini per le fatiche di coppa, i meneghini all’inizio non hanno nemmeno demeritato, ma al 33’ sono caduti malamente, trafitti da un colpo di testa di Cassano (!) che ha superato di poco la linea. Abbiati respinge il pallone, ci prova a far finta di niente, e forse qualche arbitro avrebbe pure abboccato.

Quest’anno però al Milan non viene ‘abbuonato’ niente, e così viene giustamente concesso il gol che sblocca la partita.

La ripresa, disputata sempre sotto una pioggia battente, vede i rossoneri giocare con il ‘cuore in mano’, ed è questa l’aggravante. Di più proprio questa squadra non può dare, i giocatori danno veramente l’idea di fare quanto possano. Insomma, non sembra essere colpa loro. Arriva quindi inevitabile la beffa del raddoppio sampdoriano, con Cassano che pesca alla grande Pazzini che, prima manda gambe all’aria Bonera (comunque approssimativa la sua chiusura), poi fredda Abbiati con un fantastico diagonale dal basso verso l’alto.

Il Milan comunque ci prova, il carattere ce l’ha, Pato compie la ‘magia’ con un gran colpo di testa che termina nell’angolino e riapre la partita all’81’. Un minuto dopo ci sarebbe anche il pareggio di Emerson, a cui però viene fischiato un fuorigioco millimetrico. Il pareggio di certo non sarebbe stato meritato, ma anche in questo caso la ‘dea bendata’ è parsa non guardare dalla parte dei milanisti.

A chiamarla nella maniera più giusta forse la si potrebbe anche definire un po’ sfiga…

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