×

Milano gongola per il titolo di Capitale Europea dello Sport 2009… ma sarà vera gloria?

Condividi su Facebook

Lo sport a Milano è ormai da tempo, da troppo tempo, diventato una ricerca di marketing per giustificare questa o quella spesa scema in virtù di un obiettivo più o meno ‘globale’. Così sono inevitabilmente venuti a cadere, uno dopo l’altro, quelli che da tempo erano i fiori all’occhiello sportivi della città meneghina: i tornei di tennis (sia ATP che WTA), la storica Sei Giorni (poi ripresa, ma senza il successo che avrebbe meritato), oltre che alle protagoniste ‘alternative’ dei pomeriggi e delle serate dei milanesi amanti dello sport, che una volta potevano, oltre che al calcio, dedicarsi a una sana passione per il basket (Olimpia Milano e Pallacanestro Milano), per l’hockey ghiaccio (HC Milano e Devils, seguiti dai Milano Vipers), per il volley (Milan Gonzaga e successivi), senza dimenticare baseball e rugby, che in questa città hanno spesso raggiunto valori di livello assoluto, e senza dimenticare nemmeno la cerchia del milanese e della Brianza, che ha avuto momenti di grande sviluppo ad esempio nell’hockey a rotelle (vedi le due squadre di Monza e Seregno).

Oggi, se escludiamo tre nomi/numi tutelari dello sport milanese (Silvio Berlusconi, Massimo Moratti e Giorgio Armani), il resto, proprio nell’anno in cui Milano è Capitale Europea dello Sport (concetto da chiarire ma che non è mai stato ben spiegato), appare un Deserto dei Gobi fatto di briciole e tanta buona volontà. Fra l’altro, e questa è una cosa che fa impazzire, questo titolo non è casuale, ma frutto voluto di una premiazione svoltasi con tanto di cerimonia.

Cioè, è esistito veramente un luogo (Stoccarda per la precisione) dove un gruppo di signori (l’Associazione Capitali Europee dello Sport) ha ritenuto la città di Milano meritevole di essere annoverata fra le grandi città dello sport continentale. Sarà…

Intanto giovedì 19 febbraio a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, avverrà la presentazione alla stampa di detto titolo. Secondo ‘quelli che ne sanno’, il premio sarebbe un riconoscimento dell’impegno etico assunto dall’amministrazione milanese, nei confronti di una maggiore consapevolezza del ruolo dello sport legato allo sviluppo dell’individuo e della qualità della vita.

Secondo costoro la città di Milano avrebbe saputo sviluppare una politica sociale importante in questo senso. Orbene, l’ignoranza sarà anche ‘grassa’, ma lo sport milanese appare magro assai e sembra languire come non mai negli ultimi tempi, sebbene alle porte ci sia comunque qualche lodevole iniziativa (una per tutte i Campionati Europei di Ginnastica Artistica).
Così, mentre i nostri giornali di settore si accapigliano nel propinarci le ultime ‘novelle’ sulla mancata squalifica di Adriano (roba da ridere, se non fosse da piangere) o sul futuro arzigogolato di David Beckam al Milan (in questo periodo ai rossoneri piace l’idea della telenovela, da ‘Resterà Kakà?’ a ‘Il calvario di Nesta?’ a chiudere appunto con ‘Lo Spice Boy, dalle piscine di Hollywood alla Cozzi presso il Naviglio’; chissà, magari ci si potranno costruire dei fumetti in futuro…), la sensazione è che lo sport di questa ‘grande’ Capitale sia sul limite della ‘tabula rasa’, nell’attesa che il 2015, oltre che una Expo completa, porti con sé anche lo straccio di qualche iniziativa ad ampio respiro che non sia solo il frutto di qualche benefattore isolato.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Leggi anche