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Lotta Jura, il sogno del basket milanese riparte da Facebook

Mentre lo sport calcistico milanese dei ‘grandi numeri’ si immerge in un clima amichevole (l’Inter pareggia con il Pizzighettone, il Milan vola in maniera forse troppo improvvida fino a Glasgow per affrontare in amichevole i tosti Rangers), vale la pena commentare un’iniziativa lodevole che, una volta tanto, parte dal basso.

Mai come in questo caso è Internet a diventare protagonista, e il suo modo di essere ‘sociale’, coacervo e punto d’incontro di passioni e iniziative.

Protagonisti assoluti diventano così una volta di più i tifosi, coloro che normalmente sono ‘passivi’ nel mondo dello sport, il famoso ‘pubblico pagante’. Ed è tramite Facebook, ormai uno dei più famosi social network del mondo, che Stefano Olivari, giornalista sportivo da sempre attento al mondo dei media, ha deciso di fondare un gruppo dal nome “Lotta Jura”.

Il significato? Beh, Chuck Jura, detto anche ‘Lo sceriffo del Nebraska’, è stato uno dei più importanti (e bravi) giocatori che il basket italiano abbia visto giostrare sui propri parquet, divenendo presto il simbolo della Pallacanestro Milano, società che fu a lungo protagonista del movimento cestistico italiano negli anni ’60 e ’70, per poi perdersi inesorabilmente, con la retrocessione avvenuta nel 1979, nei meandri dei campionati minori, categorie regionali dove milita tuttora.

E’ proprio sulla ‘home’ del gruppo di Facebook che Olivari spiega la sua iniziativa: “Siamo un gruppo di tifosi che vogliono rifondare la Mobilquattro Xerox Milano e portarla in serie A. Non siamo solo nostalgici delle nostre domeniche anni Settanta al Palalido o delle finte dell'immenso Chuck, ma vogliamo proporre anche un'idea di basket diversa da quella attualmente dominante in Italia. La Pallacanestro Milano esiste ancora, in serie C regionale.

Sta a noi farci venire idee concrete di rilancio, per non vivere di sola nostalgia…”.

Idea follemente meravigliosa, ma da condividere, sia per chi si sia perso un derby giocato in un Palalido pieno in ogni ordine di posti (o tempora o mores, quando il basket di Milano valeva qualcosa…), sia per chi invece l’abbia vissuto e non sia riuscito a dimenticarlo.

La Pallacanestro Milano non vinse mai nulla d’importante, ma seppe catalizzare un nutrito gruppo di appassionati, che proprio in Chuck Jura vide e creò quello che divenne un vero e proprio mito del basket moderno, eguagliato (e forse superato) dal solo Bob Morse. Ora per ricordarla sono nati altri gruppi sullo stesso social network, da "Mobilquattro Memory fans" a "Pallacanestro Milano 1958". Ed è curioso come, se per mantenere vivo il basket milanese esistente sia stata necessaria la mano dall’alto del provvido e benefico Giorgio Armani, per cercare di rivitalizzare quello più ‘povero’ si siano mossi direttamente i tifosi di una squadra che quasi non c’è più. Un bel sogno da sostenere, insomma, un invito da raccogliere e sposare…

di Massimiliano Bordignon 

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