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L'Inter di Herrera resta un'altra cosa

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L'Inter non riesce a ripetere l'impresa compiuta 43 anni orsono da Facchetti e compagni.

I nerazzurri battuti per 2-0 a Liverpool nell'andata degli ottavi di finale della Champions League soccombono per 1-0 ai "reds" anche nel match di ritorno.

Decisivo di rivela un gol di Torres al 63' ma le speranze nerazzurre di qualificazione avevano subito duri colpi già al 50' con l'espulsione per somma di ammonizioni di Burdisso decretata dall'inflessibile Henning e al 56' con l'occasione gettata al vento da Ibrahimovic fischiato al momento della sua sostituzione (80') da un pubblico nerazzurro che al termine della sfida ha, invece, fatto sfoggio di misura e sportività tributando alla propria squadra e al Liverpool un caloroso applauso.

Il dopo partita riserva una clamorosa dichiarazione di Mancini. Il tecnico jesino, prima di concludere la conferenza stampa, annuncia le sue probabili dimissioni a fine stagione.

L'Inter sotto il profilo dell'impegno e dell'approccio all'incontro non ha nulla da rimproverarsi. I nerazzurri attuano sin dalle prime battute un buon pressing all'altezza della linea mediana del campo e, seppur con qualche errore di troppo in fase d'impostazione determinato da un'eccessiva frenesia, imprimono ritmi piuttosto elevati al confronto.

Cruz, particolarmente vivace su tutto il fronte offensivo, crea più di un grattacapo alla difesa inglese ma, in fase di finalizzazione, vuoi per la bravura di Reina tra i pali (l'estremo difensore ospite si oppone ai tentativi dell'avanti argentino dal limite all'8' e di tacco da pochi passi 30') vuoi per egoismo (liberato in profondità da Ibrahimovic privilegia la conclusione ad un servizio a centro area per Stankovic al 43') non riesce a trovare la via della rete.

Il Liverpool, dal canto suo, approfitta solo parzialmente di un paio di gentili concessioni nerazzurre in fase difensiva: Julio Cesar si rende protagonista di una tempestiva uscita su Babel lanciato a rete da una mancata applicazione del fuorigioco al 24' e di una respinta su un diagonale da distanza ravvicinata di Torres favorito da un pericoloso scivolone di Cambiasso nella propria area al 28'. 

La ripresa si apre con l'espulsione di Burdisso.

Il difensore nerazzurro, già ammonito, commette un inutile quanto vistoso fallo a centrocampo sotto gli occhi del direttore di gara che lo giudica meritevole di un secondo cartellino giallo. Ridotta in dieci l'Inter avrebbe sei minuti più tardi due possibilità per mantenere vive le proprie chances ma Ibrahimovic, puntuale nel mancare gli appuntamenti che contano, prima scaraventa alle stelle una buona punizione dal limite sulla quale Chivu non avrebbe di certo potuto fare peggio poi spreca un involontario ma delizioso assist di Skertel concludendo malamente a lato con Cruz tutto solo a centro area. Il Liverpool ringrazia e al 63' sigla con un bel destro dal limite dell'area di Torres il gol che cancella ogni residua speranza di rimonta. Il match finisce virtualmente qui. Ibrahimovic al 79' fallisce anche il possibile pareggio. Mancini "tradito" dal giocatore sul quale dall'inizio della stagione aveva in attacco riposto tutta la sua fiducia arrivando anche al "sacrificio" di Adriano ne ha abbastanza e (fatto inaudito) decide di sostituirlo. Il pubblico nerazzurro, "bombardato" quasi quotidianamente dai media sulle presunte straordinarie doti dell'avanti svedese (solo 4 gol su azione negli ultimi 5 mesi), sembra, finalmente, uscire da un immotivato idillio fischiandolo impietosamente all'uscita dal campo.

L'eliminazione dell'Inter si è appena compiuta ma l'attenzione di tutti si concentra sulle sorprendenti dichiarazioni di Mancini. La tranquillità su questa sponda calcistica milanese non è di casa neppure quando la squadra è prima in campionato con sei punti sulla seconda ed è in semifinale di Coppa Italia. Nel bene e nel male è sempre "pazza" Inter.        

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