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Una domenica di ordinaria follia

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L'uccisione di un giovane tifoso della Lazio da parte di un agente di Polizia in un'area di servizio sull'A1 nei pressi di Arezzo in circostanze ancora da chiarire diviene pretesto per centinaia di appartenenti a frange ultras per manifestare in diverse città italiane il loro odio nei confronti delle forze dell'ordine.

A "giustificazione" delle proprie azioni (assedi a commissariati, aggressioni ad operatori dell'informazione, atti vandalici e sospensioni degli incontri di Bergamo e Taranto) ci sarebbe il mancato rinvio della giornata calcistica. Una tesi che viene facilmente a cadere per quanto verificatosi a Milano dove, nonostante Inter-Lazio non si sia disputata in segno di rispetto per il tragico lutto,  appartenenti ad un corteo di 400 ultras delle due squadre hanno preso di mira con un lancio di sassi il commissariato di Via Novara e colpito a calci e pugni due cronisti, un cameraman della Rai e uno del Tg4.

La "protesta" è proseguita, fortunatamente senza provocare altri incidenti, davanti allo stadio e fino a tarda sera in Piazza del Duomo.

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