L’estate 2026 in Lombardia è entrata nella storia come la più calda dal 1951. Con un’anomalia termica di 3,1 gradi rispetto al periodo di riferimento 1991-2020, ha superato i precedenti record del 2003 e del 2002. Questo dato emerge dall’analisi del centro regionale Idrometeo e Clima della direzione tecnica Monitoraggi e Prevenzione del Rischio Naturale di Arpa Lombardia.
Le temperature hanno raggiunto picchi record, con giornate che hanno visto il termometro superare i 39 gradi in diverse zone della regione. Ma non solo: le notti tropicali con temperature minime sopra i 20 gradi, hanno caratterizzato questa stagione estiva, rendendola particolarmente intensa e persistente.
Cinque ondate di calore e temperature record
L’estate 2026 è stata segnata da cinque ondate di calore. Le giornate più calde sono state il 28 giugno e il 5 agosto con temperature massime che hanno raggiunto i 37,8 gradi a Milano e punte superiori ai 39 gradi nella pianura meridionale, tra le province di Lodi, Cremona, Mantova e Brescia. Anche i fondovalle non sono stati risparmiati: l’11 agosto, Sondrio ha registrato un picco di 37,8 gradi.
La persistenza del caldo è stata una delle caratteristiche più sorprendenti di questa estate. Per 75 giorni le temperature sono rimaste costantemente sopra i 30 gradi, superando il precedente record del 2002 che si fermava a 73 giorni. Dal 13 giugno al 19 luglio e poi dal 25 luglio al 20 agosto, il caldo non ha dato tregua.
Notti tropicali e umidità elevata
Le notti tropicali con temperature minime sopra i 20 gradi e tassi di umidità elevati, hanno raggiunto valori mai visti prima, soprattutto nelle fasce prealpine e nei fondovalle alpini. La stazione di Varese ha certificato 36 eventi di questo tipo in due mesi, mentre Sondrio ne ha registrati 11 numeri superiori alla media degli ultimi dieci anni.
Precipitazioni nella norma ma con fenomeni estremi
Le precipitazioni complessive sono state nella norma, ma la loro distribuzione è stata particolarmente concentrata. In pochi giorni è caduta l’acqua dell’intero trimestre, con fenomeni estremi caratterizzati da forti temporaligrandine e venti violenti come nelle giornate del 18 e 20 luglio e del 28 agosto. Questo ha avuto un impatto significativo sulle riserve idriche, già in affanno alla vigilia dell’estate per la scarsa quantità di neve eredita dal periodo invernale e primaverile.
L’acqua presente nei bacini lombardi si è mantenuta costantemente al di sotto della media del periodo 2006-2025, con deficit superiori al -50% tra luglio e la metà di agosto. Le riserve idriche hanno risentito di questa situazione, con un impatto che si è fatto sentire durante tutta la stagione irrigua.
Prospettive per settembre
Il mese di settembre, iniziato con temperature ben superiori alla media, promette un netto cambiamento a partire dal 9 settembre. La Lombardia sarà interessata da piogge e temporali diffusi con un calo delle temperature massime di 8-10 gradi riportandosi su valori più consoni alla media climatica. Per la seconda metà del mese, i modelli mostrano ancora un’elevata incertezza, ma lo scenario più probabile vede una maggiore frequenza delle precipitazioni rispetto alla prima parte del mese, con temperature complessivamente intorno o di poco superiori alla norma.



