25 ottobre 2026 ☁ 14°

Milano e Lombardia: l’estate più calda dal 1951 con 75 giorni oltre i 30 gradi

L'estate 2026 ha stabilito nuovi record di caldo in Lombardia, con Milano che ha superato i 30 gradi per 75 giorni consecutivi. Scopri i dettagli di questa stagione torrida.
Milano e Lombardia: l’estate più calda dal 1951 con 75 giorni oltre i 30 gradi

Arpa Lombardia ha certificato che l’estate 2026 è stata la più calda registrata in Lombardia dal 1951 con 75 giorni in cui le temperature massime hanno superato i 30 gradi; i dati si riferiscono ai mesi estivi e ai principali episodi osservati in regione. Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2026.

Il dato è rilevante perché segna un’anomalia climatica significativa rispetto al riferimento 1991-2020: la temperatura media stagionale ha mostrato un valore superiore di 3,1 gradi. Questo ha superato i precedenti primati registrati nelle estati del 2003 e del 2022 confermando una tendenza di intensificazione e persistenza delle ondate di calore in area padana.

Onde di calore e punte massime

L’estate 2026 è stata caratterizzata da cinque ondate di calore, con le giornate più intense il 28 giugno e il 5 agosto. A Milano la temperatura massima ha raggiunto i 37,8 gradi, mentre nelle province di LodiCremonaMantova e Brescia sono state osservate punte fino a 39 gradi. Anche i fondovalle alpini non sono stati esclusi: a Sondrio l’11 agosto si è toccata una massima di 37,8 gradi.

Persistenza del caldo e notti tropicali

La persistenza è stata un elemento distintivo: a Milano le massime hanno superato i 30 gradi per due lunghi periodi, dal 13 giugno al 19 luglio e dal 25 luglio al 20 agosto, totalizzando 75 giorni oltre i 30 gradi, due giorni in più rispetto al 2022 e oltre i record del 2002. Le notti tropicali con minime sopra i 20 gradi hanno inoltre aumentato il disagio notturno e l’umidità nelle aree urbane e nei fondovalle.

Precipitazioni, grandine e riserve idriche

Le precipitazioni stagionali sono risultate complessivamente nella norma, ma molto concentrate in pochi episodi temporaleschi. Tra il 18 e il 20 luglio la media e la bassa pianura sono state colpite da fenomeni intensi, seguiti da un altro episodio il 28 agosto, con forti grandinate e raffiche. Gli eventi localizzati hanno tuttavia lasciato le riserve idriche regionali al di sotto della media del periodo 2006-2025, con deficit superiori al 50 per cento tra luglio e la metà di agosto.

La scarsità di accumulo nevoso invernale e primaverile aveva già indebolito i livelli dei bacini all’inizio dell’estate, amplificando l’impatto della distribuzione irregolare delle piogge durante la stagione irrigua.

Proiezioni e immediato cambiamento di inizio settembre

Le proiezioni operative segnalavano un cambiamento atteso per settembre: da mercoledì 9 settembre la regione sarebbe stata interessata da piogge e temporali diffusi e da un calo delle massime stimato in 8-10 gradi, con il ritorno di valori più vicini alla media climatica di riferimento 1991-2020. Per la seconda metà del mese i modelli hanno indicato incertezza, ma uno scenario con precipitazioni più frequenti rispetto alla prima parte del mese è risultato il più probabile.

Il quadro aggiornato conferma l’anomalia termica estiva in Lombardia e descrive gli effetti combinati di ondate di calore ricorrenti, precipitazioni concentrate e scarsa disponibilità idrica nei bacini.

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