Mentre molti lombardi godono delle vacanze estive, i dati sul mondo del lavoro raccontano una realtà preoccupante. Nei primi sei mesi del 2026, la Lombardia ha registrato un preoccupante aumento di infortuni e malattie professionali, con numeri che superano la media nazionale. La situazione, analizzata dalla UIL Lombardia, evidenzia criticità diffuse in tutte le province regionali.
Il primo semestre 2026 ha visto un incremento del 6,9% degli infortuni sul lavoro rispetto allo stesso periodo del 2026, con un totale di 60.532 denunce. Milano, da sola, ha concentrato oltre 20mila casi, rappresentando un terzo del totale regionale. Ma l’aumento non riguarda solo la metropoli: Pavia (+12,4%), Monza e Brianza (+10,1%) e Bergamo (+7,8%) mostrano incrementi significativi.
Malattie professionali e vittime sul lavoro: i numeri allarmanti
Particolarmente preoccupante è il dato sulle malattie professionali, che hanno registrato un balzo dell’11,8%, sfiorando i 2.900 casi. Le patologie muscolo-scheletriche e i disturbi psichici e comportamentali sono in forte crescita, con un aumento del 73,7% per quest’ultima categoria. Sul fronte delle vittime, le 75 denunce mortali registrate nei primi sei mesi equivalgono a un lavoratore deceduto ogni 2,4 giorni.
Il fenomeno colpisce in modo marcato anche le fasce più fragili della popolazione lavorativa. Gli infortuni tra i lavoratori nati fuori dall’Unione Europea sono aumentati del 10,6%, mentre le denunce nel perimetro studentesco hanno raggiunto circa 12.600 casi, collocando la Lombardia al vertice nazionale con il 24% degli eventi complessivi.
Le dichiarazioni di UIL Lombardia: la necessità di interventi strutturali
“I dati del primo semestre – evidenzia il Segretario Confederale UIL Lombardia Vittorio Sarti – confermano che in Lombardia la sicurezza non può essere governata per emergenze. Gli infortuni aumentano in tutte le province, le malattie professionali crescono a doppia cifra e settantacinque denunce mortali in sei mesi restano una ferita inaccettabile.”
La UIL Lombardia sottolinea la necessità di superare gli interventi frammentari, mettendo in atto una vera prevenzione di filiera nei comparti più esposti come trasporti, logistica, manifattura, costruzioni e sanità. “Preoccupano l’aumento tra i lavoratori nati fuori dall’Unione europea, la crescita delle patologie psichiche e l’elevato numero di denunce tra gli studenti”, aggiunge Sarti.
Il Segretario Generale UIL Lombardia Antonio Albrizio sottolinea che “la sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere affrontata a 360 gradi. Non dobbiamo infatti dimenticare che in Lombardia assistiamo a una recrudescenza inaccettabile di infortuni e a un crescendo di aggressioni, fisiche e verbali, ai danni di lavoratori impegnati nel frontline.”
La UIL Lombardia chiede il pieno coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS e RLST), implementando i controlli e puntando sulla prevenzione. “Serve un impegno corale delle istituzioni per potenziare i controlli, garantire presidi di protezione efficaci e promuovere una nuova cultura del rispetto e del lavoro sicuro”, conclude Albrizio.



