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Controllo Giudiziario su Foodinho di Glovo: Indagine per Sfruttamento dei Rider

Foodinho, controllata di Glovo, sotto indagine per sfruttamento dei rider: stipendi al di sotto della soglia di povertà.

Un recente provvedimento della procura di Milano ha messo in evidenza la situazione di Foodinho, la società di delivery del noto gruppo spagnolo Glovo. Il pubblico ministero Paolo Storari ha richiesto un controllo giudiziario a seguito di indagini che hanno rivelato un allarmante sfruttamento lavorativo per i circa 40.000 rider attivi in Italia.

Le condizioni lavorative dei rider

Secondo le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Lavoro, i compensi percepiti dai rider sono risultati inadeguati e, in molti casi, addirittura inferiori alla soglia di povertà. Alcuni lavoratori hanno riportato guadagni tra i 2,50€ e i 3,70€ a consegna, per un totale mensile che si attesta intorno agli 800-900 euro, a fronte di un impegno lavorativo di circa dodici ore al giorno.

Testimonianze dei lavoratori

Le testimonianze raccolte dalla procura rivelano una realtà complessa: molti rider percorrono anche 50-60 km al giorno, esponendosi a rischi legati al traffico e senza la possibilità di concedersi pause adeguate. Ogni ritardo nelle consegne comporta penalizzazioni da parte dell’azienda, che monitora costantemente le attività dei lavoratori attraverso un sistema di geolocalizzazione.

Il modello di business di Foodinho

Il modello organizzativo di Foodinho è stato descritto come un esempio di caporalato digitale, in cui i lavoratori, pur essendo formalmente autonomi, operano in un contesto che richiama dinamiche tipiche del lavoro subordinato. La piattaforma controlla non solo la disponibilità dei rider, ma anche le loro performance, legando questi parametri alle retribuzioni.

Impatto economico sui rider

Le indagini hanno rivelato che il 75% dei rider guadagna meno della soglia di povertà, con scostamenti medi che raggiungono i 5.000 euro annui. Inoltre, si stima che il 87,5% riceva compensi inferiori a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali, con differenze che possono arrivare fino a 12.000 euro all’anno.

Le conseguenze legali e le misure adottate

In seguito a queste indagini, il pubblico ministero Storari ha richiesto provvedimenti urgenti per garantire la regolarizzazione dei rider e per migliorare il sistema lavorativo interno di Foodinho. L’amministratore della società, Pierre Miquel Oscar, è attualmente indagato per presunti reati di caporalato, ai sensi dell’articolo 603-bis del Codice penale.

Il futuro dei rider e il ruolo delle istituzioni

Il controllo giudiziario sarà supervisionato da un amministratore, Andrea Adriano Romanò, il quale avrà il compito di monitorare le condizioni lavorative e di implementare misure necessarie per prevenire ulteriori violazioni. Questo caso potrebbe rappresentare un precedente significativo per il settore del lavoro su piattaforma in Italia, evidenziando le criticità strutturali che caratterizzano questo ambito.

L’inchiesta su Foodinho e Glovo mette in luce le difficoltà economiche dei rider e invita a riflettere su un modello di business che necessita di una ristrutturazione profonda per garantire un’esistenza dignitosa a tutti i lavoratori coinvolti. Le aziende, dal punto di vista ESG, sono chiamate a considerare la sostenibilità delle loro pratiche, non solo per rispettare normative, ma anche per rispondere a una crescente domanda sociale di equità e giustizia nel lavoro.

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