In un’aula del Consiglio comunale di Milano, un evento senza precedenti ha catturato l’attenzione del pubblico. Per la prima volta, non sono stati i politici a occupare gli scranni, ma studenti che hanno interpretato animali, dando vita al Parlamento delle Specie Viventi. Questo progetto innovativo, promosso dal Laboratorio di Progettazione Urbanistica del Politecnico di Milano in collaborazione con il Piccolo Teatro e il Comune di Milano ha immaginato un dibattito pubblico in cui le creature invisibili della città potessero esprimere le proprie esigenze.
L’iniziativa, presentata sotto forma di commedia, ha visto la partecipazione di una cinquantina di specie selvatiche tra cui uccelli, pesci, rettili, mammiferi e insetti. Ogni studente ha assunto il ruolo di una specie, discutendo temi cruciali come il futuro di San Siro la riapertura dei Navigli e la tutela degli habitat urbani. La seduta è stata presieduta da Gustavo Gandini Garante degli animali non umani di Palazzo Marino, alla presenza dell’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi.
Il dibattito pubblico dal punto di vista della biodiversità
Il Parlamento delle Specie Viventi ha trasformato temi urbanistici e ambientali in un esercizio di immaginazione, invitando a riflettere sul rapporto tra città e natura. Gli studenti hanno interpretato specie che vivono stabilmente a Milano o che la attraversano durante le migrazioni stagionali. Tra le provocazioni emerse, ci sono state le richieste dei rondoni di opporsi alla demolizione dello stadio di San Siro, utilizzato come luogo di nidificazione, e quelle delle volpi per più corridoi verdi invece di nuovi parcheggi.
Il progetto si inserisce nel dibattito internazionale sui diritti della natura e sulla rappresentanza delle specie non umane. Stefano Boeri, direttore del Laboratorio di Progettazione Urbanistica del Politecnico di Milano, ha sottolineato l’importanza di dare voce alle creature spesso invisibili che coabitano con noi. Dare voce alle creature invisibili ha affermato Boeri, può contribuire a orientare in modo più consapevole le grandi scelte che riguardano il futuro delle nostre città.
La biodiversità come risorsa per il futuro di Milano
Il progetto ha coinvolto anche l’artista Jacopo Allegrucci che ha guidato gli studenti nella creazione di maschere in cartapesta, e Tiziana Pers autrice degli apparati visivi dedicati agli animali non presenti formalmente in assemblea. Durante la seduta inaugurale, sono intervenuti anche Jean Blanchaert e Irene Grazioli arricchendo il confronto con ulteriori riflessioni sul rapporto tra biodiversità, arte e democrazia rappresentativa.
Matteo Moscatelli, coordinatore del Laboratorio di Architettura, ha evidenziato come destinare alcuni luoghi di Milano alla tutela della biodiversità rappresenti una scelta lungimirante. Tra gli esempi citati figura il complesso dell’ex Marchiondi Spagliardi, progettato da Vittoriano Viganò che potrebbe diventare un presidio di rinaturalizzazione e conservazione ecologica, favorendo una maggiore convivenza tra persone e fauna selvatica.
Il teatro come strumento di ascolto e empatia
Il Piccolo Teatro di Milano ha giocato un ruolo fondamentale nel progetto. Michele Dell’Utri, attore e curatore dei progetti di formazione teatrale, ha sottolineato come il teatro, fin dalle sue origini, abbia cercato di dare voce a chi normalmente non può esprimersi. La rappresentazione del Parlamento delle Specie Viventi trasforma così il dibattito pubblico in un esercizio collettivo di ascolto, empatia e riflessione sul rapporto tra esseri umani e natura.
L’assessora Elena Grandi ha ribadito che dare voce agli animali attraverso il teatro rappresenta un modo efficace per raccontarne il ruolo fondamentale negli ecosistemi urbani e ricordare che la città deve essere uno spazio sempre più inclusivo anche per le altre specie. Questo progetto corale tra arte, ricerca e istituzioni rappresenta un passo significativo verso una maggiore consapevolezza e responsabilità nelle decisioni che interessano l’intero ecosistema cittadino.



