La fotografia non è solo un mezzo per catturare immagini, ma può diventare uno strumento potente di resistenza e dissenso. A Milano, il 14 luglio 2026, Roberta Pagani e Sergio Giusti esploreranno questo tema affascinante in un incontro organizzato dalla Società Umanitaria.
L’evento, intitolato La fotografia del dissenso si terrà presso la sede della Società Umanitaria in via San Barnaba, 48, a partire dalle ore 18.30. L’ingresso è libero e la prenotazione è consigliata.
Un viaggio attraverso la storia della fotografia sovversiva
Roberta Pagani, curatrice e docente al CFP Bauer e Sergio Giusti, docente e teorico dell’immagine, guideranno il pubblico in un percorso attraverso la storia della fotografia, mettendo in luce quei momenti in cui l’obiettivo è diventato uno strumento di ribellione.
L’incontro indagherà come la fotografia abbia oltrepassato la soglia del conformismo, diventando un mezzo per raccontare storie di resistenza e sovversione. I relatori analizzeranno episodi chiave in cui la fotografia ha assunto un ruolo politico e sociale, influenzando il mondo.
Andrea Tinterri: un contributo critico
Andrea Tinterri, curatore e critico d’arte, arricchirà il dibattito con la sua prospettiva unica. La sua presenza aggiungerà un ulteriore livello di profondità alla discussione, offrendo spunti di riflessione su come l’arte visiva possa sfidare le convenzioni sociali.
Dettagli pratici e informazioni utili
L’evento si inserisce nella rassegna Estate nei Chiostri 2026 un’iniziativa che anima i chiostri della Società Umanitaria con una serie di appuntamenti culturali. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la Società Umanitaria al numero 02 5796831 o visitare il sito ufficiale.
La sede dell’evento, situata in via San Barnaba, 48 a Milano, è facilmente raggiungibile e offre un ambiente suggestivo per un incontro di questo tipo. L’indirizzo email per le prenotazioni è milano@.
Non perdere l’opportunità di partecipare a questo evento unico, che unisce arte, storia e attualità in un dialogo stimolante sulla potenza della fotografia come mezzo di espressione e resistenza.



