18 Settembre 2026 ☁ 20°

Immersioni 2026: Coinquilini – San Siro denuncia la precarietà dell’abitare

Una messa in scena che trasforma il dramma dell’affitto in una riflessione sul senso di casa nella Milano contemporanea

Immersioni 2026: Coinquilini – San Siro denuncia la precarietà dell’abitare

Milano sta vivendo una vera e propria crisi abitativa affitti che superano i compensi medi, stipendi stagnanti e una generazione costretta a condividere spazi sempre più piccoli. Questo fenomeno ha ispirato una serie di proposte artistiche che, nel contesto del Festival Immersioni 2026 cercano di dare voce a chi vive l’incertezza quotidiana.

Dal 12 al 13 settembre 2026, il Teatro Grassi ospiterà una rassegna di spettacoli che, partendo da quartieri emblematici, trasformano la realtà urbana in esperienza teatrale. Tra le proposte più attese, spicca Coinquilini – San Siro un lavoro della compagnia BEATteatro che unisce ricerca sul campo e narrazione personale per indagare le condizioni di vita dei giovani milanesi.

Coinquilini – San Siro: tracce di una generazione in bilico

Lo spettacolo si apre su un quartiere simbolo San Siro, dove due giovani – Fabio Casano e Ilaria Felter – si trovano costretti a condividere un appartamento troppo ristretto per le loro esigenze. La presenza intermittente dell’ex inquilina, interpretata da Aichatou Cherif, rafforza la percezione di una precarietà abitativa quasi permanente. La scenografia si arricchisce di proiezioni video curate da Alberto Sparapan e Camilla Morino, che mostrano interviste a sindacati degli inquilini, a rappresentanti di Milano Abitare e a residenti del quartiere, creando un dialogo visivo tra scena e realtà.

Le luci stroboscopiche impiegate durante la messa in scena simulano l’ansia di una vita scandita da contratti brevi e da continui cambi di agenda. I monologhi di Fabio e Ilaria alternano momenti di ironia a riflessioni più cupe, evidenziando come la ricerca di una “casa” diventi spesso una domanda più che un rifugio. Il prezzo del biglietto – €12 intero, €5 ridotto per under 25 e over 65 – rende lo spettacolo accessibile, mentre l'abbonamento al festival (5 spettacoli per €35) permette di esplorare l'intero panorama offerto da Immersioni.

Immersioni 2026: un panorama teatrale che interroga la città

Il Festival non si limita a Coinquilini ma propone una serie di lavori che affrontano diverse dimensioni della vita urbana. Tra questi, Stiamo da Dio di Elvira Buonocore, messa in scena da Macky Montella, racconta la quotidianità di due donne che lottano per mantenere un alloggio popolare davanti all'ombra di un cantiere che vuole trasformare il quartiere in una lussuosa cittadella termale. La presenza di un imponente ponteggio sul palco simboleggia la gentrificazione in atto.

Un altro punto focale è La città delle finestre rotte del Collettivo Fontana, che immagina il 2031 con una piazza di San Siro avvolta da un caldo estremo e sorvegliata da telecamere AI. Attraverso il linguaggio corporeo di Claudia Grassi e Jacopo Riccardi, lo spettacolo esplora la teoria del vetro rotto e le dinamiche di esclusione sociale generate da tecnologie predittive.

Infine, Uno spettacolo gigantesco di Alice Sinigaglia, presentato al Piccolo Teatro, ricorre a una fittizia conferenza di esperti per satirizzare l'impossibilità di rappresentare l'assurdo, creando un circuito metanarrazionale tra dramma e comicità. Il lavoro, interpretato da Emma Bolcato, Lorena Nacchia, Giorgio Pesenti, Caterina Rosaia e Davide Sinigaglia, celebra il caos creativo come risposta alla rigidità della società contemporanea.

Tutti gli spettacoli condividono la missione di mettere in luce le contraddizioni di una città che trattiene e respinge i suoi abitanti. L'uso di scenografie mobili, video, luci e sonoro rende l'esperienza immersiva e invita il pubblico a riflettere sul proprio ruolo nella trasformazione urbana. Immersioni 2026 si conferma così una piattaforma di dialogo culturale capace di trasformare il palcoscenico in un laboratorio di osservazione della realtà milanese.

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