La formazione della sezione Carte geografiche nella Civica Raccolta delle stampe “Achille Bertarelli” di Milano è il risultato di decenni di mostre, donazioni e pratiche collezionistiche curate da privati e istituzioni. Attraverso eventi espositivi, inventari e azioni di catalogazione si è giunti a un patrimonio che copre cinque secoli di produzione cartografica, dal XVI al XX secolo.
Le esposizioni milanesi che misero in luce le collezioni cartografiche (1901 e 1906)
Il IV Congresso Geografico Italiano del 1901, ospitato a Milano, rappresentò una prima svolta: nelle sale del Palazzo della Permanente furono allestite due mostre tematiche che evidenziarono la quantità e la varietà di carte e materiali iconografici custoditi in città. Una sezione era dedicata a comunicazioni, viaggi e trasporti l’altra a una retrospettiva cartografica della città e del territorio milanese. Tra i protagonisti di quell’appuntamento vi furono i fratelli Bertarelli, che parteciparono come membri dei comitati organizzativi e come prestatori di opere.
Qualche anno dopo, l’Esposizione Internazionale del Sempione del 1906 ampliò l’attenzione sui materiali cartografici in relazione al tema dei trasporti: il padiglione progettato da Sebastiano Locati ospitò una mostra retrospettiva sui mezzi terrestri e marittimi, con sezioni cronologiche che includevano esplicitamente carte itinerarie mercantili e postali. Il confronto con le immagini d’epoca e le fotografie d’allestimento conservate permette oggi di ricostruire l’impostazione e l’impatto di quell’evento.
Impatto degli eventi sulla consapevolezza pubblica
Queste esposizioni rivelarono al pubblico e alle istituzioni l’esistenza di un consistente nucleo di materiale cartografico in collezioni private e pubbliche. La crescente attenzione favorì l’avvio di operazioni di ricognizione e catalogazione, fungendo da premessa per future scelte conservazionistiche e per la volontà di rendere accessibile questo patrimonio alla cittadinanza e agli studiosi.
Il progetto di Achille Bertarelli e la nascita del Gabinetto delle Stampe
Achille Bertarelli (1863-1928) è la figura centrale nella genesi della raccolta: collezionista appassionato di stampe e cartografia, mise in ordine la propria collezione redigendo un primo catalogo ragionato nel 1905 che documentava oltre 2.500 esemplari. La sua passione per i viaggi e per i mezzi di trasporto influenzò le scelte di raccolta e il legame con il Touring Club, di cui il fratello Luigi Vittorio fu dirigente.
Nel corso degli anni Bertarelli maturò l’intento di destinare la sua raccolta alla pubblica utilità. Nel 1923 propose la creazione di un Gabinetto delle Stampe per concentrare il materiale iconografico e cartografico raccolto presso vari istituti cittadini. Il Gabinetto fu istituito ufficialmente nel 1927 con sede nella Sala della Pusterla del Castello Sforzesco, e il primo conservatore fu Paolo Arrigoni; la collezione di Bertarelli costituì la spina dorsale del nuovo nucleo conservativo.
Il ruolo delle donazioni e dei cataloghi
Tra il 1927 e gli anni successivi la Raccolta aumentò grazie a donazioni di privati e istituti: numerose raccolte grafiche confluirono stabilmente nel Gabinetto. Nel 1930 fu pubblicato un catalogo descrittivo dedicato alle carte geografiche dell’Italia, curato da Paolo Arrigoni e dallo stesso Bertarelli, che organizzava le opere secondo criteri geografici e cronologici, fornendo una base di consultazione fondamentale per studiosi e appassionati.
Catalogazione moderna e stato attuale del fondo
Oggi la sezione Carte geografiche conta oltre 3.200 pezzi, sistemati per area geografica e cronologia in contenitori di formato medio e grande. Un progetto contemporaneo finanziato dal programma Dicolab ha promosso la catalogazione online delle prime mille unità tramite la piattaforma SIRBeC Web, adottata da Regione Lombardia per la descrizione del patrimonio culturale.
Questa operazione ha valorizzato aspetti spesso trascurati nelle precedenti registrazioni bibliografiche: le carte a stampa sono opere composite, frutto del lavoro di cartografi, disegnatori, incisori ed editori, e portatrici di caratteristiche specifiche come scale, allegorie, timbri di provenienza e note di collezione. L’uso di schede dettagliate ha permesso di restituire la complessità tecnica e le vicende collezionistiche di ciascun esemplare, favorendo inoltre la definizione di linee guida metodologiche confrontate con esperienze nazionali e internazionali.
La storia della sezione cartografica Bertarelli mostra come eventi pubblici, iniziative private e pratiche di catalogazione si intreccino nella costruzione e nella conservazione della memoria visuale del territorio. Il patrimonio conservato continua oggi a essere oggetto di studio e valorizzazione grazie a strumenti digitali che ne ampliano l’accessibilità e la fruizione.



