30 Settembre 2026 🌤 23°

Come il Made in Italy può crescere tra giovani, innovazione e reti internazionali

A Milano esperti, istituzioni e giovani si sono confrontati su come rafforzare il <strong>Made in Italy</strong> attraverso <strong>formazione</strong>, <strong>innovazione</strong> e collaborazioni internazionali

Come il Made in Italy può crescere tra giovani, innovazione e reti internazionali

L’incontro ospitato nella Casa del Made in Italy a Milano è stato concepito come un punto di incontro tra mondi diversi chiamati a immaginare il futuro del sistema produttivo italiano. Inserito nella Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, l’appuntamento ha richiamato pezzi di rilievo del settore, rappresentanti istituzionali, imprenditori e figure formative con l’obiettivo di mettere a terra idee concrete su come unire tradizione e innovazione.

Il dibattito ha ruotato attorno a temi ricorrenti: il trasferimento delle competenze, la necessità di sistemi formativi reattivi, il sostegno alle piccole e medie imprese e l’apertura a mercati esteri. I partecipanti hanno sottolineato come il valore del Made in Italy derivi non solo dalla qualità dei prodotti, ma anche dalla capacità di reinventarsi attraverso sostenibilità, digitalizzazione e una leadership inclusiva.

Formazione e passaggio generazionale: la leva per la continuità

Il ruolo della formazione è stato al centro dei vari interventi, con un’attenzione particolare al dialogo tra scuola e impresa. Serena Giovine, Presidente di ConfapiDonna Milano, ha richiamato la necessità di costruire percorsi che mettano in relazione i giovani con il mondo produttivo, evitando che il patrimonio di competenze si disperda. Il concetto chiave evocato è quello di ponte generazionale: non un semplice ricambio, ma un trasferimento organizzato di conoscenze operative e culturali che mantenga intatta la qualità artigianale. Per Giovine la formazione deve essere vista come una strategia industriale, capace di formare figure tecniche e manageriali sensibili ai valori del settore.

Esperienze didattiche: il caso del Liceo del Made in Italy

Le docenti Ilaria e Giulia dell’Istituto LABOR hanno illustrato un approccio educativo che integra teoria e pratiche di laboratorio, favorendo l’incontro diretto tra studenti e imprese. Questo modello punta a sviluppare competenze operative e una cultura della sostenibilità e dell’etica professionale, elementi considerati essenziali per chi si affaccia al mercato globale. Gli studenti svolgono project work e visite aziendali che trasformano l’apprendimento in esperienza, creando giovani professionisti che comprendono le dinamiche produttive e il valore del marchio come espressione di territorio e saper fare.

Tradizione e innovazione nella bottega contemporanea

Giovanni Caimi di Caimi Brevetti ha descritto il passaggio generazionale come una sfida tecnica e culturale: conservare un know-how consolidato richiede strumenti di documentazione, mentoring e apertura a nuove tecnologie. Per Caimi è fondamentale che le nuove generazioni non si limitino a replicare, ma aggiungano innovazione mantenendo la qualità come bussola. Questo processo implica investimenti in formazione continua e in occasioni di scambio che permettano all’artigianato di evolvere senza perdere l’identità che rende unico il Made in Italy.

Istituzioni, manager e imprese: politiche e leadership per la competitività

Le istituzioni intervenute hanno indicato misure di sostegno che vanno dall’integrazione tra turismo e marketing territoriale fino alle politiche di supporto alle PMI. Debora Massari, Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda della Regione Lombardia, ha sottolineato come il brand sia un patrimonio culturale da valorizzare con strategie che legano prodotto, esperienza e territorio. Alessia Cappello, Assessora dello Sviluppo Economico del Comune di Milano, ha invece insistito sull’importanza della digitalizzazione e di un ecosistema favorevole per le piccole imprese, con attenzione alla parità di genere e all’inclusione sociale.

Leadership e competenze manageriali

Angela Melissari, Vice Presidente di Minerva Aldai Federmanager Milano, ha ricordato che una leadership efficace è necessaria per trasformare intenzioni in risultati concreti. Un manager moderno deve saper ascoltare, innovare e favorire ambienti di lavoro inclusivi: elementi che contribuiscono a trattenere talenti e a migliorare performance aziendali. Questa visione completa getta le basi per politiche che sostengono formazione manageriale e percorsi di crescita per i quadri delle imprese italiane.

Innovazione, internazionalizzazione e conclusioni

Sul fronte tecnologico e di mercato, Simone Zanotti, Presidente dei Giovani Imprenditori di APA Confartigianato, ha posto l’accento sulla necessità di accompagnare le PMI nell’adozione di soluzioni digitali e processi innovativi. Parallelamente, la Dott.ssa Coen, alla guida della Casa del Made in Italy, ha ribadito il ruolo della struttura come hub per start-up e imprese che cercano risorse, formazione e network per internazionalizzarsi. Entrambi hanno condiviso l’urgenza di politiche e strumenti concreti che facilitino l’accesso alle tecnologie e a nuovi mercati.

Prospettive internazionali

Il Console Juan Carlos Castrillon ha evidenziato opportunità di collaborazione con i paesi sudamericani, ricordando il fortissimo legame storico e culturale con l’Italia. Ha indicato settori chiave come agroalimentare, manifattura e tecnologia dove sinergie bilaterali possono tradursi in progetti commerciali e formativi. L’apertura ai mercati esteri è stata quindi presentata come una naturale estensione delle politiche di rafforzamento del marchio, da perseguire con strategie coordinate tra imprese, istituzioni e partner internazionali.

La chiusura dei lavori, affidata a Serena Giovine e alla sintesi dei partecipanti, ha ribadito che il futuro del Made in Italy si costruisce investendo sulle persone e sulle competenze. L’evento, con Gazzetta di Milano media partner e i video a cura di Alessio Mangeli, ha mostrato come rete, formazione e innovazione possano preservare e rinnovare un patrimonio industriale e culturale che rappresenta una risorsa strategica per il Paese.

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