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Mostra Paul Troubetzkoy a Milano con dipinti di Boldini, Sorolla e Repin

A Milano una mostra su Paul Troubetzkoy riunisce sculture e dipinti d'epoca per raccontare lo spirito della Belle Époque in un percorso alla Galleria d'Arte Moderna

Mostra Paul Troubetzkoy a Milano con dipinti di Boldini, Sorolla e Repin

A cento sessant’anni dalla nascita di Paul Troubetzkoy, la Galleria d’Arte Moderna di Milano propone una mostra che mette a confronto le sue sculture con dipinti coevi, offrendo uno sguardo inedito sul ritratto in movimento. Dopo il successo parigino, arrivano a Milano per la prima volta tele di Boldini, Sorolla e Repin: opere che dialogano con i volumi e i gesti delle sculture di Troubetzkoy, mettendo in luce affinità e differenze di linguaggio.

I numeri essenziali La rassegna celebra il centosessantesimo anniversario della nascita dell’artista e presenta, tra le altre cose, opere pittoriche mai esposte prima a Milano. Al centro dell’allestimento sta il confronto tra materiali e tecniche: bronzo e gesso contrapposti alla pennellata luminosa dei dipinti, per cogliere non solo la somiglianza ma il carattere del soggetto.

Mercato e interesse culturale Negli ultimi anni si è registrato un rinnovato interesse per il tardo Ottocento e la Belle Époque nelle grandi capitali d’arte. Collezionisti e istituzioni guardano con favore a mostre che accostano scultura e pittura, perché questi accostamenti valorizzano la ricerca formale e rilanciano la rilevanza storica delle opere in una prospettiva contemporanea.

Cosa conta per la riuscita della mostra Determinanti sono la provenienza dei pezzi, lo stato di conservazione e il lavoro curatoriale che mette a confronto sculture e tele. La presenza di opere inedite per il contesto milanese aumenta il valore culturale dell’esposizione e la sua attrattiva, sia per il pubblico locale sia per visitatori internazionali.

Impatto sul territorio Questa iniziativa dà slancio al panorama museale della città e può stimolare flussi turistici culturali. Tra le metriche utili a monitorare il successo ci sono il numero di visitatori, i prestiti e gli scambi con istituzioni straniere. Sul piano critico, la mostra contribuisce a rivedere l’importanza di Troubetzkoy e il suo modo originale di interpretare il ritratto in movimento.

Il percorso espositivo Allestita in via Palestro 16, la mostra è pensata per mettere in risalto continuità e contrasti tra scultura e pittura. Da una parte si avverte il modellato rapido, quasi improvvisato, di Troubetzkoy; dall’altra si coglie la pennellata vibrante di Boldini e Sorolla. Entrambe le pratiche cercano di fissare l’immediatezza del gesto, la luce di un attimo, piuttosto che la finitura accademica.

Perché Boldini, Sorolla e Repin insieme a Troubetzkoy L’accostamento non è casuale: questi pittori condividono con lo scultore l’interesse per il ritratto come forma dinamica. Le tele mostrano come luci, pose e accenni gestuali diventino strumenti simili a quelli usati nella scultura per rappresentare la società dell’epoca. La disposizione delle opere permette confronti diretti sulle scelte formali e sull’uso del movimento nel rendere volti e corpi.

Informazioni pratiche Periodo: 27 febbraio – 28 (chiuso il lunedì) Orari: martedì e mercoledì 10:00–17:30; giovedì fino alle 21:00; venerdì, sabato e domenica 10:00–19:00 Tariffe: da 6 a 16 euro (biglietto a pagamento; riduzioni e servizi accessori disponibili su richiesta) Sede: Galleria d’Arte Moderna, via Palestro 16, Milano

Biglietti e contatti Per informazioni e prenotazioni: tel. 051.330931 o prenotazioni@cmscultura.it. Disponibilità dei biglietti, visite guidate e riduzioni sono consultabili direttamente con l’organizzazione.

Qualità artistica e significato Troubetzkoy privilegia l’istante e il carattere: la sua scultura cerca l’essenza del modello attraverso un gesto rapido che conserva vitalità e immediatezza. Collocata tra tradizione e modernità, la sua opera contribuisce a ridefinire il ritratto scultoreo nel passaggio tra Otto e Novecento. A confronto con le tele di Boldini, Sorolla e Repin, emergono parallelismi interessanti: il bronzo e il gesso suggeriscono movimento; nella pittura, luce e colore ottengono un effetto analogo. L’allestimento incoraggia letture incrociate che mettano a fuoco questo “ritratto dinamico”.

I numeri essenziali La rassegna celebra il centosessantesimo anniversario della nascita dell’artista e presenta, tra le altre cose, opere pittoriche mai esposte prima a Milano. Al centro dell’allestimento sta il confronto tra materiali e tecniche: bronzo e gesso contrapposti alla pennellata luminosa dei dipinti, per cogliere non solo la somiglianza ma il carattere del soggetto.0

I numeri essenziali La rassegna celebra il centosessantesimo anniversario della nascita dell’artista e presenta, tra le altre cose, opere pittoriche mai esposte prima a Milano. Al centro dell’allestimento sta il confronto tra materiali e tecniche: bronzo e gesso contrapposti alla pennellata luminosa dei dipinti, per cogliere non solo la somiglianza ma il carattere del soggetto.1

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