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Carabinieri sventano sequestro: quattro egiziani e un tunisino in manette

Un ventiduenne egiziano è stato aggredito e sequestrato per un presunto debito. I Carabinieri hanno arrestato cinque persone, tra cui quattro egiziani e un tunisino, in un'operazione che ha coinvolto anche la Romania.

Carabinieri sventano sequestro: quattro egiziani e un tunisino in manette

Un brutale episodio avvenuto in un bar di Corsico nel marzo 2026 ha scatenato un’indagine che ha portato all’arresto di cinque persone accusate di sequestro di persona a scopo di estorsione. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha visto la collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e romene.

Tutto è iniziato quando un ventiduenne egiziano è stato aggredito in pieno giorno con una mazza da baseball per un presunto debito. Gli aggressori lo hanno poi sequestrato e tenuto prigioniero nei locali di una pizzeria in provincia di Brescia fino a quando i familiari non hanno pagato un riscatto di mille euro.

L’indagine e gli arresti

L’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Corsico e coordinata dalla DDA di Milano ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte del GIP del Tribunale di Milano. Nelle prime ore del 31 luglio 2026 oltre 40 militari hanno eseguito gli arresti in Baranzate (Milano), Adro (Brescia) e nel distretto di Brasov in Romania.

I cinque arrestati, quattro di nazionalità egiziana e uno tunisina sono stati identificati grazie a un’attività investigativa che ha combinato il controllo del territorio con tecniche moderne come l’analisi dei tabulati telefonici e telematici.

Il ruolo delle donne nell’estorsione

Durante le indagini, i Carabinieri hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza anche nei confronti di due donne, una romena di 39 anni e un’italiana di 29 anni congiunte di due degli indagati. Secondo le accuse, avrebbero fornito supporto alla fase estorsiva del reato, sollecitando la richiesta di denaro ai familiari della vittima e mettendo a disposizione un conto corrente per la movimentazione delle somme.

La vittima è stata liberata dopo due giorni di prigionia e ha fornito agli investigatori elementi fondamentali per lo sviluppo delle indagini. Gli arrestati sono stati tutti condotti presso il carcere milanese di San Vittore a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. L’indagato egiziano fermato in Romania è invece in attesa di essere consegnato alle autorità italiane.

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