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Auto adattata perde il controllo, uccide una 65enne a via Bianca di Savoia

Una tragica collisione a Milano ha costretto a perdere la vita una 65enne: ecco i dettagli sull'incidente, i soggetti coinvolti e le prime linee di indagine.

Auto adattata perde il controllo, uccide una 65enne a via Bianca di Savoia

Nel pomeriggio del 20 settembre, una scena di caos ha dominato via Bianca di Savoia, nel cuore di Milano. Pali della segnaletica strappati, frammenti di carrozzeria sparsi e diversi veicoli distrutti testimoniano una corsa incontrollata di circa ottanta metri, culminata con l’impatto contro il cantiere di piazza Mondadori. L’apparato di guidance dell’auto elettrica ha chiuso la strada, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e una vittima.

Al centro di questa tragedia c’era Laura Lebro una donna di 65 anni originaria di Genova e residente a Bologna. Era in città per fare visita alla nipote che vive a Milano, quando è stata colpita mentre cercava di attraversare l’unico varco pedonale rimasto libero. I soccorsi di Areu hanno tentato la rianimazione sul posto, ma la donna è deceduta poco dopo il trasporto in ospedale.

Dinamica dell’incidente nella zona di via Bianca di Savoia

Secondo i rilievi sul manto stradale effettuati dal Radiomobile, il veicolo coinvolto – un BYD Sealion 7 – è entrato in un vicolo cieco a fondo ancora in fase di riqualificazione. Dopo una decina di metri, il SUV ha tamponato una Toyota Lexus grigia parcheggiata sulla carreggiata a senso unico, per poi spingersi sul marciapiede, spazzando via tutto ciò che incontrava, inclusi i pali di segnalazione e i pannelli di cantiere.

Il percorso dell’auto elettrica

Il sorpasso della vettura è avvenuto con una velocità non ancora determinata, ma i danni arrecati alle strutture urbane suggeriscono un movimento sostenuto. Il veicolo non si è arrestato né davanti al primo ostacolo né in risposta a una frenata improvvisa, indicando una possibile perdita di controllo totale. La mancanza di segnalazioni da parte di testimoni oculari di rumore di frenata o di tentativi di manovra rafforza il sospetto di un guasto tecnico o di una condizione fisiologica del conducente.

Chi era Laura Lebro e quali erano i suoi impegni

Laura Lebro aveva una vita professionale legata al mondo della grafica editoriale, collaborando con diverse testate e periodici. Sorella del noto penalista Gianluigi Lebro, la sua presenza a Milano era motivata dal desiderio di trascorrere qualche ora con la nipote, residente nella zona di Crocetta. La giovane madre di famiglia non ha avuto il tempo di attraversare il varco pedonale rimasto, trovandosi di fronte a una scena improvvisa e letale.

Il conducente: Roberto B. e le caratteristiche del veicolo

Alla guida del SUV elettrico c’era Roberto B. 68 anni, titolare di una protesi alla gamba sinistra. Per consentire la guida, il veicolo era stato equipaggiato con un sistema di adattamento chiamato Guidosimplex omologato, con l’acceleratore posizionato sul lato sinistro. Il conducente è stato immediatamente posto sotto indagine per omicidio stradale con l’intenzione di verificare eventuali malfunzionamenti del sistema o errori di utilizzo.

Fasi delle indagini e ipotesi preliminari

Le autorità hanno sequestrato il veicolo su disposizione del pubblico ministero, per sottoporlo a una perizia tecnica che verifichi la presenza di eventuali difetti meccanici o elettrici. Parallelamente, il conducente subirà test tossicologici per escludere l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti al momento dell’incidente. Le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona saranno esaminate per ricostruire il percorso esatto del SUV e le ragioni della svolta in un’area riservata ai residenti.

Possibili cause: malore, errore o guasto tecnico

Gli investigatori hanno individuato tre scenari principali: un improvviso malore del conducente, un errore umano nella gestione dell’acceleratore laterale, oppure un guasto del Guidosimplex che ha impedito una corretta frenata. Una volta completate le analisi forensi, sarà possibile stabilire se la perdita di controllo sia stata causata da un fattore fisiologico, da una scorrettezza nella conduzione del veicolo adattato o da un difetto di progettazione.

Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno provveduto ad informare i familiari di Laura Lebro, una professionista della grafica la cui vita è stata stroncata da un evento improvviso e brutale. La comunità locale, ancora scossa, osserva con apprensione le indagini in corso, chiedendo risposte chiare su come una tecnologia pensata per facilitare la mobilità possa, in alcuni casi, trasformarsi in una fonte di pericolo.

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