Il Settore Occupato Città Studi (Socs26), un punto di riferimento per il movimento studentesco milanese, ha chiuso i battenti dopo due anni di occupazione. L’intervento delle forze dell’ordine ha messo fine a un’esperienza autogestita che aveva visto la partecipazione di numerosi collettivi universitari.
L’edificio di via Celoria 22 sede del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Milano, era stato occupato nel da un gruppo di studentesse e ricercatrici. L’iniziativa era nata durante le mobilitazioni universitarie a sostegno della popolazione palestinese e si era trasformata in un centro autogestito con numerose attività culturali e politiche.
L’intervento delle forze dell’ordine
L’intervento è stato disposto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, su richiesta dell’ateneo. Le operazioni, coordinate dalla prefettura di Milano, sono state condotte dalla Questura con la collaborazione dei carabinieri, della Polizia locale, dei vigili del fuoco, di Atm e di Areu 118.
Durante l’ispezione dello stabile sono stati rinvenuti documenti riconducibili all’area anarchica e materiale propagandistico contenente incitamenti alla violenza contro le forze dell’ordine. Al termine delle operazioni, 16 persone sono state denunciate per invasione di terreni o edifici.
Le attività del Socs26
Nel corso di oltre due anni, il Socs26 ha ospitato numerose iniziative, dagli incontri dedicati alla guerra a Gaza ai dibattiti sul diritto alla città. Non sono mancati cineforum, laboratori teatrali e creativi, corsi di cybersicurezza e mercatini di autofinanziamento.
Il collettivo rivendicava un’università più partecipata e indipendente, esprimendo anche la contrarietà al trasferimento di alcune attività scientifiche nel campus Mind. L’esperienza del Socs26 si era trasformata in un punto di riferimento per una parte del movimento studentesco, ospitando assemblee, dibattiti politici e momenti di autogestione.
Le reazioni e il futuro dello spazio
Dopo lo sgombero, gli occupanti hanno lanciato sui social un appello rivolto ai collettivi e alle realtà antagoniste milanesi, invitandoli a ritrovarsi nella piazzetta del Dipartimento di Chimica, in via Golgi, per un presidio di protesta. L’iniziativa è stata rilanciata da numerose sigle cittadine che, negli ultimi due anni, avevano partecipato alle attività organizzate all’interno dello spazio occupato.
L’area di 2.520 metri quadrati sarà utilizzata dalla facoltà di Scienze Motorie. La rettrice Marina Brambilla ha espresso il suo ringraziamento alle forze dell’ordine e a tutti i soggetti coinvolti. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha commentato: “Un intervento che dimostra ancora una volta l’impegno di questo esecutivo contro il fenomeno delle occupazioni abusive.”



