Il ritrovamento del corpo di Lorella Capano 58 anni, nella sua casa di villeggiatura in via Hope a Sanremo ha aperto un’inchiesta che in poche ore ha portato al fermo del figlio, Filippo Oldani studente ventenne di Economia aziendale all’Università Cattolica di Piacenza. L’episodio è avvenuto la sera del 09/07/2026 e ha coinvolto più strutture investigative e di soccorso.
Al momento del ritrovamento, i soccorsi sono intervenuti su chiamata del numero unico di emergenza 112. I Vigili del Fuoco sono entrati nell’appartamento tramite un balcone: all’interno è stato trovato il corpo con evidenti segni di colluttazione. Il ragazzo si trova ora nel carcere di Valle Armea in attesa dell’udienza di convalida.
Ricostruzione dei fatti nella casa di via Hope a Sanremo
La dinamica ricostruita dagli inquirenti indica che la morte sarebbe avvenuta prima dell’uscita del figlio. Secondo gli accertamenti, intorno alle 22:00 il giovane ha contattato i soccorsi sostenendo di essere rimasto chiuso fuori dopo essere uscito per cena. I Vigili del Fuoco, intervenuti su richiesta, hanno forzato l’ingresso dal balcone e hanno trovato la donna priva di vita con segni sul collo, sul viso e sulle braccia, compatibili con una violenta colluttazione. La porta dell’appartamento risultava chiusa dall’interno.
Elementi raccolti sulla scena
Al primo sopralluogo sono emersi elementi che hanno spinto gli investigatori a privilegiare l’ipotesi dell’omicidio: la presenza di segni riconducibili a una lotta e la corrispondenza temporale tra l’orario della chiamata al 112 e gli accertamenti sulla scena. La Procura della Repubblica di Imperia ha disposto l’autopsia per chiarire in modo definitivo le cause e i tempi del decesso.
Indagini, perquisizioni e i punti critici dell’accusa
I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo e il Nucleo Investigativo di Imperia hanno operato nelle ore successive al ritrovamento, avviando perquisizioni sia nella casa al mare sia nella residenza di famiglia a Cusago nei pressi di Milano. Durante il blitz a Cusago sono stati sequestrati un tablet e documenti medici del ragazzo, ora al vaglio degli investigatori. Contemporaneamente sono stati ispezionati i bidoni dell’immondizia vicino al condominio in via Hope alla ricerca di elementi utili.
L’accusa nei confronti di Oldani è di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. Gli investigatori hanno inoltre acquisito immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e la testimonianza di un vicino che ha riferito di aver sentito una violenta lite nel tardo pomeriggio. Questi elementi, uniti ai segni sul corpo del giovane, hanno contribuito a costruire il quadro indiziario.
Comportamento dell’indagato e contraddizioni
Durante l’interrogatorio in caserma, il ventenne ha assunto un atteggiamento descritto dagli inquirenti come freddo e distaccato negando ogni responsabilità. Ha provato a giustificare i graffi rilevati sul petto e sulle braccia con punture di insetto, spiegazione ritenuta incompatibile con i segni di colluttazione osservati sulla vittima. Le registrazioni delle telecamere avrebbero inoltre mostrato movimenti del giovane non coerenti con la sua versione temporale.
Gli avvocati difensori, Giovanni Briola e Alessandro Moroni hanno già incontrato il ragazzo e la famiglia: il padre si è recato in Riviera nei giorni successivi all’episodio. L’indagine proseguirà con ulteriori accertamenti sul contenuto del tablet sequestrato e sulla documentazione clinica acquisita.
Atti giudiziari e fasi successive dell’inchiesta
La Procura della Repubblica di Imperia ha coordinato le operazioni che, in meno di 24 ore hanno portato al fermo del sospettato. Nei prossimi giorni sarà valutata la convalida del fermo e saranno approfonditi i rilievi autoptici disposti dal pubblico ministero. Resta al momento da chiarire il movente che avrebbe spinto all’omicidio.
Le indagini si concentrano ora su prove materiali e ricostruzioni temporali: immagini di sorveglianza, testimonianze dei vicini, risultati dell’autopsia e i file presenti nel materiale sequestrato sono considerati elementi chiave per definire la dinamica dell’accaduto e verificare la fondatezza dell’impianto accusatorio.



