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Problemi di costi e cantieri per la metrotranvia Milano-Seregno

Il progetto della Metrotranvia Milano-Seregno è al centro di accuse politiche per ritardi, extracosti e la mancanza di tram ordinati

Problemi di costi e cantieri per la metrotranvia Milano-Seregno

La realizzazione della metrotranvia Milano-Seregno è tornata al centro del dibattito pubblico dopo un’audizione in Commissione Trasporti regionale caratterizzata da accuse reciproche e richieste di chiarimenti. I consiglieri della Lega hanno puntato il dito contro la gestione dell’opera, denunciando ritardi, aumenti dei costi e, soprattutto, l’assenza del sindaco metropolitano Giuseppe Sala alla seduta.

In questo contesto, emergono anche elementi tecnici che complicano ulteriormente il quadro, come l’apparente mancata ordinazione dei mezzi necessari.

Le stime sugli extracosti variano: si parla di cifre che oscillano attorno ai 90 milioni, ai 120 milioni e, in alcune ricostruzioni, fino a 150 milioni. Questa variabilità alimenta dubbi sulla copertura finanziaria e sulle responsabilità degli enti coinvolti. Nel frattempo, commercianti e residenti convivono con cantieri aperti che pesano sull’economia locale e sulla qualità della vita.

Critiche politiche e questioni di responsabilità

I rappresentanti della Lega, tra cui Alessandro Corbetta e Riccardo Pase, hanno denunciato una gestione ritenuta opaca, contestando l’assenza del sindaco Sala alla Commissione. La posizione espressa sottolinea come la Città Metropolitana sia l’ente deputato all’appalto e, secondo i critici, debba assumersi le responsabilità per monitorare costi e tempi. Parallelamente emergono prese di posizione da parte di sindaci e consiglieri locali che chiedono chiarezza e risposte immediate per limitare i danni su cittadini e imprese.

Chi deve intervenire

Nel dibattito sono entrati in gioco diversi soggetti istituzionali: il Provveditorato alle opere pubbliche viene chiamato in causa per il ruolo tecnico-amministrativo, mentre Regione Lombardia e il Ministero possono concorrere alla copertura degli extracosti quando la revisione prezzi lo impone. La molteplicità di attori rende necessario un tavolo istituzionale che aggiorni le stime e definisca le quote di intervento, evitando conflitti di competenza che ritardino ulteriormente i lavori.

Impatto sui territori e richieste di ristoro

Negli ultimi mesi i lavori hanno provocato disagi significativi lungo la tratta, con negozi e attività economiche che segnalano perdite e residenti che lamentano un degrado temporaneo della vivibilità urbana. Alcuni consiglieri, tra cui Martina Sassoli, hanno proposto misure di compensazione come sgravi fiscali e sostegni temporanei per le attività penalizzate. Sul piano politico si chiede che gli interventi di mitigazione siano previsti fin da subito e che ogni decisione sia accompagnata da una stima aggiornata dei costi complessivi.

Il punto delle risorse

La discussione finanziaria ruota attorno alla necessità di non rincorrere gli aumenti dei prezzi a opere ormai avviate. Secondo le analisi dei consiglieri, se non si aggiorneranno le previsioni economiche in modo realistico si rischia di riaprire lo stesso dibattito nei prossimi mesi con cifre ancora maggiori. Per questo motivo è richiesto un approccio prudente che contempli sia l’adeguamento delle risorse sia strumenti di tutela per chi subisce le ricadute dei cantieri.

Il nodo dei mezzi e il rischio di un’opera inutilizzabile

Un aspetto tecnico emerso e molto discusso è la presunta mancata ordinazione dei tram destinati alla linea: secondo segnalazioni pubbliche, ad oggi non sarebbe stato impartito alcun ordine per i veicoli. Questo crea il rischio paradossale di realizzare l’infrastruttura senza disporre dei mezzi di esercizio, poiché l’acquisto dei tram richiede tempistiche lunghe tra gara, produzione e consegna. La mancata pianificazione dei mezzi è stata definita da osservatori locali come un problema grave quanto gli extracosti.

Confronti e precedenti

Nel confronto sono stati richiamati esempi recenti come il prolungamento della M5, utilizzato per spiegare come anche opere con coperture economiche possano restare ferme per questioni procedurali. Alcuni consiglieri ritengono che la divisione in lotti di lavoro avrebbe potuto limitare l’impatto territoriale e contenere i rischi di blocco totale dei cantieri.

Scenari possibili e proposte operative

Le proposte sul tavolo vanno dall’immediata convocazione di un tavolo istituzionale che coinvolga Regione, Ministero, Città Metropolitana e il Provveditorato, alla richiesta di aggiornare i calcoli dei costi e prevedere ristori per le attività locali. Altri suggeriscono di rivedere il cronoprogramma e valutare interventi per fasi, in modo da rendere l’opera progressivamente utilizzabile e ridurre il carico economico sul territorio. Alcuni esponenti politici hanno anche fissato obiettivi temporali ambiziosi, denunciando il rischio che un progetto inizialmente previsto per marzo 2026 possa slittare fino a marzo 2028 se non si interviene con decisione.

In chiusura, la vicenda della metrotranvia Milano-Seregno evidenzia la necessità di coniugare pragmatismo e responsabilità: portare a termine un’infrastruttura strategica richiede trasparenza, aggiornamento delle stime economiche e una collaborazione istituzionale che eviti scaricabarile e tuteli i cittadini e le imprese coinvolte.