Il piano di liquidazione di Hoepli prevede misure precise per i dipendenti: cassa integrazione a zero ore, licenziamenti collettivi e un passaggio a Mondadori per il ramo scolastico

La storia recente della storica casa editrice e libreria Hoepli si è incanalata verso una fase di discontinuità che coinvolge direttamente il capitale umano dell’azienda. In una riunione della Commissione attività produttive del Consiglio regionale, convocata in occasione della fase di liquidazione, sono stati delineati numeri e tempi che decideranno il prossimo futuro dei lavoratori: misure di cassa integrazione, licenziamenti e cessioni di ramo aziendale.
Le scelte comunicati in commissione hanno effetti concreti sulle persone in servizio nella sede milanese. Le autorità locali, i liquidatori e i sindacati hanno preso parte al confronto istituzionale nel tentativo di trovare soluzioni che salvaguardino, per quanto possibile, competenze e occupazione. Nei paragrafi seguenti esploreremo i passaggi principali, le reazioni politiche e le possibili strade per la ricollocazione.
Decisioni prese e distribuzione del personale
La fotografia del piano di liquidazione è netta: a partire da martedì 26 maggio è prevista la cassa integrazione a zero ore per 50 dipendenti, mentre altre 20 persone saranno soggette a un licenziamento collettivo. Inoltre, 9 lavoratori verranno trasferiti a Mondadori dopo che il gruppo ha acquisito il ramo dell’editoria scolastica il 30 aprile. Queste misure riflettono la frammentazione dell’azienda in più rami e la necessità di ridefinire assetti produttivi e commerciali.
Chi era presente alla seduta
Alla seduta in Commissione attività produttive, tenutasi il giovedì 14 maggio 2026, hanno partecipato i liquidatori della società, rappresentanti del Comune, della Città metropolitana, dell’Afol metropolitana e i sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl). I partecipanti hanno offerto aggiornamenti tecnici e amministrativi sul processo di liquidazione, mentre le organizzazioni sindacali hanno chiesto un impegno comune per politiche di ricollocamento attive e tempestive.
Tempistiche operative e chiusura della libreria
Le attività di vendita subiranno un arresto visibile: la libreria storica resterà chiusa al pubblico a partire dal 25 maggio, con un periodo aggiuntivo per gestire le consegne residue fino al 12 giugno. Questo calendario è finalizzato anche a rispettare l’obbligo di riconsegna dei locali affittati entro il 30 del mese. Nel frattempo, il personale organizzerà iniziative simboliche per salutare i clienti e la comunità che ha sostenuto la libreria nel tempo.
Conseguenze pratiche per i punti vendita
Oltre alla chiusura al pubblico, la gestione delle scorte, delle vendite online e delle consegne rimarrà sotto la responsabilità dei liquidatori fino alla cessazione definitiva delle attività. La fase transitoria richiede procedure amministrative precise, che impattano le risorse umane e i rapporti con fornitori e clienti. Il ritorno dei locali e la sistemazione delle ultime pratiche contrattuali sono elementi che influenzeranno i tempi di uscita dal mercato.
Reazioni politiche e richieste dei sindacati
La vicenda ha suscitato commenti dalla politica locale: la consigliera regionale Chiara Valcepina ha definito inaccettabile la frammentazione di un simbolo culturale come Hoepli e ha promesso sostegno ai lavoratori; Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd al Pirellone, ha interpretato l’evento come un campanello d’allarme per il settore culturale. Nel frattempo i sindacati hanno espresso insoddisfazione per l’esito, sollecitando un impegno condiviso di istituzioni, aziende e parti sociali per attivare efficaci politiche di ricollocamento.
Proposte per la ricollocazione
Tra le richieste più ricorrenti figura l’attivazione di programmi di formazione mirata, servizi di outplacement e percorsi di accompagnamento al lavoro che tengano conto delle competenze professionali elevate possedute da molti dipendenti Hoepli. Le istituzioni locali sono chiamate a coordinare offerte formative e azioni di matching tra domanda e offerta nel settore editoriale e nei comparti affini, per ridurre tempi di disoccupazione e dispersione di capitale umano qualificato.
Il futuro immediato dei dipendenti della casa editrice è quindi segnato da scelte definitive: la combinazione di misure temporanee (come la cassa integrazione), decisioni occupazionali (licenziamenti collettivi) e trasferimenti aziendali rappresenta un puzzle complesso da ricomporre. La sfida principale resta trovare risposte efficaci che salvaguardino l’esperienza professionale accumulata e favoriscano percorsi di reinserimento nel mercato del lavoro.

