Oltre la festa della mamma: uno spazio dove le donne che assistono figli con disabilità possono confrontarsi, ritrovare identità e creare relazioni di sostegno.

La celebrazione della festa della mamma è spesso associata a regali e gesti simbolici, ma per molte donne che vivono la quotidianità accanto a un figlio con disabilità l’urgenza è un’altra: essere comprese e trovare un luogo dove il peso delle responsabilità non resti un fardello solitario.
In questo contesto interviene Fondazione Paideia, presente con attività dedicate e un approccio che privilegia l’ascolto e il sostegno concreto. La proposta non mira soltanto a informare, ma a tessere relazioni che contrastino la solitudine sottile che spesso segue la comunicazione della diagnosi, offrendo spazio per elaborare emozioni e condividere strategie pratiche.
Paideia: una storia di servizi e di famiglie
La rete promossa da Fondazione Paideia si sviluppa tra Torino e Milano ed è radicata in un percorso iniziato da genitori e realtà locali: la fondazione, nata su impulso delle famiglie Giubergia e Argentero nel 1993, ha costruito nel tempo attività rivolte non solo ai bambini con disabilità ma anche a chi li accompagna. L’indirizzo operativo in via Moncalvo 1 è uno dei riferimenti per chi cerca orientamento; l’impegno è quello di sostenere genitori, fratelli, sorelle e nonni affinché ciascuno possa esprimere le proprie potenzialità. Questo modello mette al centro la persona e promuove una cultura più inclusiva e responsabile, capace di trasformare la rete familiare in un laboratorio di risorse.
Il Gruppo Mamme: uno spazio dove ricostruirsi
Il Gruppo Mamme nasce come risposta a un bisogno semplice ma profondo: incontrarsi senza giudizio per raccontare esperienze, stanchezze e momenti di tenerezza legati alla cura di un figlio con disabilità. L’obiettivo non è solo di dare informazioni tecniche, ma di restituire alle donne la possibilità di ritrovare una propria identità oltre il ruolo di caregiver. In questi incontri si pratica l’ascolto attivo, si condividono strumenti pratici per la gestione quotidiana e si costruiscono legami che alleviano la sensazione di isolamento. Per molte partecipanti il gruppo diventa uno spazio prezioso dove riconoscersi, confrontarsi e ricevere conferme emotive.
Da gruppo di parola a momenti di cittadinanza
All’inizio la proposta si è declinata come un vero e proprio gruppo di parola, pensato per aiutare le madri a mettere a fuoco bisogni e risorse; con il tempo è emersa un’altra necessità: ritrovare tempo libero e piaceri semplici lontano dalle incombenze assistenziali. La pedagogista e operatrice sociale Francesca Gambuto ha osservato come molte partecipanti desiderassero uscire, esplorare la città e riconquistare spazi di svago. Da qui sono nati momenti di socializzazione e visite urbane che integrano l’aspetto terapeutico della conversazione con attività pratiche pensate per restituire identità e serenità.
Modalità operative e obiettivi della fondazione
La modalità di intervento della Fondazione Paideia si basa su alcuni principi chiave: orientamento, ascolto, continuità e personalizzazione del percorso. Gli operatori lavorano per andare oltre l’etichetta della diagnosi, favorendo l’accesso a servizi, percorsi educativi e momenti di confronto che coinvolgono l’intera famiglia. Tra gli obiettivi figurano il potenziamento delle capacità dei bambini, il sostegno alle figure di cura e la promozione di una rete sociale che riduca la dipendenza esclusiva dalle risorse familiari. In sostanza, la fondazione mira a convertire fragilità in punti di partenza per progetti condivisi.
Il valore dell’inclusione quotidiana
L’approccio adottato privilegia interventi che facilitino la partecipazione sociale: attività educative, supporto ai fratelli e alle figure di riferimento, oltre a momenti dedicati al benessere emotivo dei genitori. La finalità è duplice: da un lato offrire strumenti concreti per la gestione pratica della vita quotidiana, dall’altro promuovere una cultura della cittadinanza inclusiva in cui le differenze siano riconosciute come risorse. Questo permette di incidere non solo sulle singole famiglie, ma anche sul tessuto sociale locale, contribuendo a una convivenza più equa e sostenibile.
Perché partecipare e come informarsi
Entrare in contatto con il Gruppo Mamme significa accedere a uno spazio dove la condivisione produce sollievo e orientamento: si costruiscono relazioni utili, si apprendono strategie concrete e si riscoprono piaceri personali che aiutano a rinnovare le energie. Chi desidera informazioni può rivolgersi direttamente ai punti di riferimento della fondazione a Torino e Milano o consultare i canali ufficiali per conoscere orari e modalità dei laboratori e degli incontri. In ultima analisi, questi percorsi ricordano come la cura sia anche relazione e come un percorso condiviso renda meno difficile il cammino di ogni famiglia.




