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Festival della Resistenza a Milano: talk, musica e archivi per difendere la democrazia

Partecipa a tre giorni dedicati alla resistenza e alla memoria storica: incontri, musica, libri e percorsi che collegano passato e presente

Festival della Resistenza a Milano: talk, musica e archivi per difendere la democrazia

Difendere la democrazia passa attraverso scelte concrete: guardare la realtà con spirito critico, schierarsi contro i soprusi e trasformare la memoria in azione. La Festa della Resistenza. Azioni che cambiano il mondo è pensata come un evento diffuso che unisce talk, concerti, presentazioni editoriali, visite d’archivio e passeggiate storiche, con l’obiettivo di mettere in relazione idee, pratiche e persone.

Il programma si articola attorno a sette parole chiave — immaginare, raccontare, contaminare, fondare, denunciare, educare, analizzare — che guidano incontri, laboratori e percorsi pubblici tra Venerdì 17 aprile, Sabato 18 aprile e Domenica 19 aprile.

Struttura e metodo del festival

Il festival privilegia una forma di partecipazione viva: ogni appuntamento è costruito per favorire il confronto tra pubblico e relatori, storici, giornalisti, scrittori, docenti, attivisti, attrici e musicisti. Il curatore Gabriele Pedullà coordina i temi e mette in rete interventi e pratiche che richiamano figure come Anna Kuliscioff, Goffredo Fofi, Giulio A. Maccacaro, Giovanni Pirelli e Rossana Rossanda. L’idea di fondo è semplice e potente: la memoria attiva non è solo rievocazione ma strumento per riconfigurare il presente. Gli incontri sono disponibili anche via streaming sul sito della Fondazione, su YouTube e sulla pagina Facebook della Fondazione, per amplificare l’accesso e la partecipazione.

Venerdì 17 aprile: apertura e prime conversazioni

La giornata inaugurale (Venerdì 17 aprile) si apre con Il presente non mi basta, un talk in cui il curatore Gabriele Pedullà dialoga con Simona Forti della Scuola Normale di Pisa sulle pratiche dell’immaginare e sul coraggio intellettuale necessario per pensare il domani (18.00-19.30, Sala Polifunzionale). A seguire, la sezione #RACCONTARE ospita voci differenti — tra cui Paolo Di Paolo, Carmen Pellegrino e Cinzia Spanò — per riflettere sul ruolo della narrazione pubblica e sulle forme con cui le storie abitano il presente. La serata prosegue con #CONTAMINARE e un concerto curato da Carlo Boccadoro che mette in luce la musica come pratica di resistenza (19.30-20.30).

Sabato 18 aprile: libri e analisi politiche

Sabato 18 aprile la giornata è dedicata a presentazioni editoriali e dibattiti che indagano i rapporti tra tecnologia, politica e memoria. Alle 12.00 alla Libreria Feltrinelli (Viale Pasubio 11) si svolge il booklab #DENUNCIARE con Alessandro Mulieri e Gabriele Pedullà in occasione della presentazione di Tecnomonarchi. Gli ideologi della nuova destra all’attacco della democrazia (Donzelli, 2026): un’analisi su come alcune élite provino a ridefinire il potere attraverso tecnologie e narrazioni. Più tardi, #FONDARE e #EDUCARE affrontano il ruolo delle donne costituenti e la critica al modello della scuola neoliberale, con la presentazione di Contro la scuola neoliberale. Tecniche di resistenza per docenti a cura di Mimmo Cangiano (Nottetempo, 2026).

Serata di analisi: la destra e la memoria

La chiusura di Sabato prevede il booklab #ANALIZZARE (19.00-20.00, Sala Polifunzionale) con Tomaso Montanari, Cathy La Torre e Ira Rubini in occasione di La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista (Feltrinelli, 2026). Il confronto punta a documentare come idee, linguaggi e apparati abbiano permesso la sopravvivenza di mitologie autoritarie anche dopo la nascita della Costituzione, offrendo strumenti per riconoscerle e contrastarle.

Visite in archivio e passeggiate storiche

Accanto ai talk, la Fondazione apre le sue collezioni per tre percorsi tematici che consentono un accesso diretto a carte, registrazioni e materiali originali: il ciclo di visite in archivio include appuntamenti su Pia Carena Leonetti (Sabato 18 aprile, 16.00-17.00), Giulio A. Maccacaro (Sabato 18 aprile, 17.00-18.00; Domenica 19 aprile, 12.00-13.00) e Anna Kuliscioff (Domenica 19 aprile, 11.00-12.00). Questi incontri mostrano come la ricerca delle fonti renda possibile una comprensione più ricca delle biografie intellettuali e delle strategie politiche che hanno segnato il secolo scorso.

Passeggiate: luoghi, storie, azioni

Le passeggiate storiche collegano luoghi simbolo della città con le vicende intellettuali e politiche: i percorsi dedicati a Giovanni Pirelli, Goffredo Fofi e Rossana Rossanda (Sabato 18 e Domenica 19, ritrovo Fondazione Feltrinelli, Viale Pasubio 5) percorrono piazze, teatri, librerie e istituzioni per raccontare come idee e risorse culturali abbiano sostenuto lotte per la libertà. Ogni tappa è pensata per restituire il senso di un impegno pubblico che mette a disposizione privilegi e competenze per il bene comune.

Perché partecipare

Partecipare alla Festa della Resistenza significa scegliere di mettere in comune conoscenze e pratiche: attivare la memoria storica, confrontarsi con testi e testimonianze, ascoltare musica come atto politico e camminare nei luoghi che hanno plasmato idee e conflitti. Il festival è curato da Gabriele Pedullà e vede il contributo di figure come Enrica Asquer, Emanuela Bandini, Carlo Boccadoro, Mimmo Cangiano, Eliana Di Caro, Paolo Di Paolo, Simona Forti, Cathy La Torre, Tomaso Montanari, Alessandro Mulieri, Carmen Pellegrino, Ira Rubini, Cinzia Spanò, Mariamargherita Scotti, Marta Stella, Nicola Villa e molti altri. L’invito è a trasformare la memoria in una risorsa viva e politica, per rispondere alle sfide di oggi con strumenti culturali e pratiche condivise.

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