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Trentennale Humanitas: protonterapia, ricerca e ospedale diffuso

Humanitas spegne trenta candeline: dalla protonterapia integrata al potenziamento dell'intelligenza artificiale per snellire la burocrazia clinica

Trentennale Humanitas: protonterapia, ricerca e ospedale diffuso

Il 21 aprile 2026 l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas ha celebrato tre decenni di attività nel segno della ricerca, della formazione e dell’innovazione clinica. All’evento di Rozzano hanno partecipato rappresentanti istituzionali di rilievo, tra cui la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il sottosegretario Federico Freni, il presidente della Regione Attilio Fontana e i sindaci di Milano e Rozzano, Beppe Sala e Mattia Ferretti, mentre il presidente del Consiglio e il ministro della Salute hanno inviato messaggi di saluto.

La cerimonia non è stata solo un momento celebrativo, ma anche l’occasione per presentare una nuova infrastruttura e per rilanciare il dibattito sulle sfide future della sanità: in primo piano la nuova ala dedicata alla cura oncologica e le tecnologie digitali che stanno già modificando l’organizzazione clinica quotidiana.

Dimensione e numeri della rete Humanitas

Oggi Humanitas è una realtà articolata: una rete che include 12 ospedali distribuiti tra Lombardia, Piemonte e Sicilia e 25 centri di medicina sul territorio. La comunità professionale conta oltre 9.400 operatori e circa 800 ricercatori, mentre la componente formativa dell’ateneo ospedaliero accoglie 3.200 studenti provenienti da più di 80 paesi. In termini di impatto clinico, è significativo che circa il 10% della popolazione italiana sia stata seguita almeno una volta nelle strutture Humanitas e che i pronto soccorso del gruppo registrino circa 150.000 accessi l’anno.

Formazione, ricerca e terzo settore

All’interno del campus, il Centro di Ricerca e le due fondazioni operative supportano l’attività scientifica e il sostegno ai pazienti: Humanitas per la Ricerca e Insieme con Humanitas lavorano insieme a oltre 400 volontari. Il modello integrato tra ospedale universitario e ricerca favorisce la traduzione rapida dei risultati scientifici nella pratica clinica, sostenendo anche programmi di trial clinici e progetti internazionali.

Il Proton Building: nuova casa delle cure oncologiche avanzate

La principale novità presentata al trentennale è il Proton Building, un’area dedicata alla protonterapia, tecnica di radioterapia che utilizza fasci di protoni per trattare tumori in sedi critiche o casi rari e complessi. Si tratta del primo esempio in Italia di una struttura di protonterapia completamente integrata in un policlinico universitario dotato di pronto soccorso, un elemento che rinnova il concetto di continuità tra emergenza, cura e ricerca.

Clinical Trial Unit e pazienti per cui non esistono soluzioni

All’interno del nuovo edificio ha trovato spazio una Clinical Trial Unit pensata per potenziare gli studi clinici e offrire percorsi di cura sperimentali a pazienti con patologie orfane di terapia. Nel Cancer Center di Rozzano sono oggi in cura oltre 50.000 persone, e la nuova infrastruttura mira a incrementare l’accesso a protocolli innovativi e a collaborazioni internazionali.

Tecnologia, intelligenza artificiale e il modello dell’ospedale diffuso

La trasformazione digitale è un altro capitolo centrale del progetto Humanitas: l’uso dell’intelligenza artificiale è già attivo per supporti diagnostici e per strumenti che riducono il carico amministrativo dei medici, come i sistemi di trascrizione automatica delle visite ambulatoriali che generano una prima bozza di referto. Secondo l’amministratore delegato Luciano Ravera, queste soluzioni servono a restituire tempo alla relazione tra medico e paziente.

Ospedale diffuso e collaborazione pubblico-privato

Parallelamente, il concetto di ospedale diffuso punta a trasferire l’alta specializzazione del policlinico in ambiti territoriali, garantendo continuità di cure e percorsi condivisi tra centri e ospedali. Il presidente Gianfelice Rocca ha richiamato l’importanza di coniugare innovazione e accessibilità economica, sottolineando come la collaborazione tra pubblico e privato sia cruciale per rispondere a sfide demografiche e di sostenibilità.

Il trentennale di Humanitas non è stato dunque solo un bilancio di quanto realizzato, ma un punto di partenza per una visione che combina tecnologia, formazione e ricerca al servizio del paziente, con l’obiettivo di mantenere elevati standard clinici pur allargando l’accesso alle nuove terapie e ai percorsi sperimentali.

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