Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del Turismo: giuramento al Quirinale, reazioni di governo e sfide per il settore

Il 3 aprile 2026 Gianmarco Mazzi ha assunto ufficialmente l’incarico di ministro del Turismo giurando al Quirinale nelle mani del presidente Sergio Mattarella, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La nomina segue le dimissioni di Daniela Santanchè, formalizzate il 25 marzo, e segna il passaggio dal ruolo di sottosegretario alla Cultura a guida del dicastero che sovrintende a uno dei settori chiave dell’economia nazionale.
Dopo il giuramento il ministro ha ricordato come il turismo sia «un pilastro dell’economia italiana» e ha ribadito l’intenzione di proseguire con responsabilità e continuità il lavoro già avviato.
Prima della cerimonia Mazzi si era recato al Quirinale accompagnato dalla capo segreteria del Ministero della Cultura, Rita Rubini. Nel suo intervento di insediamento ha ringraziato il Presidente della Repubblica e la Presidente del Consiglio per la fiducia e ha rivolto parole di stima al collega del MiC, Alessandro Giuli, con cui ha collaborato nei mesi scorsi. Il neo ministro ha sottolineato l’importanza di integrare politiche culturali e turistiche per potenziare l’attrattività dell’Italia sui mercati internazionali e valorizzare le eccellenze nazionali.
Reazioni politiche e istituzionali
La nomina ha ricevuto immediatamente messaggi di sostegno da parte dei vertici del centrodestra e di altri esponenti di governo. La premier Giorgia Meloni ha augurato buon lavoro a Mazzi, richiamando la sua esperienza nel mondo della cultura e dello spettacolo come fattore positivo per promuovere le eccellenze italiane. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara hanno espresso parole di incoraggiamento, così come il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha richiamato il legame territoriale con Verona.
Messaggi dai ministeri e dal Parlamento
Anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha manifestato auguri di buon lavoro, sottolineando la disponibilità a collaborare per il bene del Paese. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha ringraziato Mazzi per l’attività svolta al MiC e ha auspicato il rafforzamento della sinergia tra i due dicasteri, definiti «contrafforti imprescindibili» per lo sviluppo. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha evidenziato come la nomina possa favorire il percorso di valorizzazione della Cucina italiana come bene riconosciuto dall’Unesco e aprire opportunità per il sistema agroalimentare nazionale.
Il profilo professionale di Mazzi
Gianmarco Mazzi, nato il 1° luglio 1960 a Verona, porta con sé un percorso lungo e articolato nel mondo dello spettacolo e degli eventi. Laureato in Giurisprudenza, ha lavorato per anni nell’organizzazione di manifestazioni televisive e musicali, ricoprendo ruoli di primo piano in produzioni di massa come il Festival di Sanremo e curando progetti per l’Arena di Verona. La sua esperienza include la fondazione e la promozione di iniziative di solidarietà come la Nazionale cantanti, nonché la direzione artistica di eventi che hanno segnato il panorama culturale italiano.
Dossier aperti e impegni recenti
Nel ruolo di sottosegretario alla Cultura Mazzi ha seguito dossier sensibili: dal rinnovo del contratto delle fondazioni liriche dopo due decenni di attesa, al lavoro sul riconoscimento Unesco di alcune eccellenze nazionali, fino alla elaborazione del Codice dello spettacolo, il cui termine per i decreti attuativi è fissato al 31 dicembre 2026. A questi impegni si sono affiancate iniziative legate alla tutela degli archivi e progetti di promozione internazionale, così come momenti di confronto e, in alcune circostanze, tensioni amministrative su nomine e scelte di governance.
Priorità e sfide per il ministero
Il nuovo ministro dovrà affrontare una serie di questioni strategiche: rafforzare la capacità competitiva dell’offerta turistica italiana, valorizzare il patrimonio culturale e agroalimentare, e rispondere alle esigenze dei territori differenti, dalle grandi città alle aree interne. Tra le possibili linee di intervento figurano la revisione della gestione dell’imposta di soggiorno, azioni mirate per il comparto ricettivo e l’incentivazione dell’intermodalità nei trasporti, strumenti che possono contribuire a distribuire i flussi turistici in modo più equilibrato su tutto il territorio nazionale.
Il mandato di Gianmarco Mazzi si apre in un momento in cui il settore guarda tanto alla promozione internazionale quanto alla sostenibilità e alla governance interna. Il nuovo ministro ha promesso continuità rispetto al lavoro svolto in precedenza e l’impegno a valorizzare le potenzialità del Paese, con l’obiettivo di trasformare riconoscimenti come quello dell’Unesco in opportunità concrete per l’economia italiana. Nei prossimi mesi saranno più chiari gli indirizzi programmatici e le priorità operative che guideranno il dicastero del Turismo.





