udine completa una rimonta spettacolare contro olimpia milano e rilancia le ambizioni, mentre i biancorossi devono fare i conti con i limiti negli ultimi minuti

Il match giocato il 29 mar 2026 tra Apu Udine e Olimpia Milano si è chiuso 86-83 a favore dei padroni di casa, che hanno firmato una rimonta decisa negli ultimi minuti. Dopo una settimana intensa per Milano, caratterizzata da un doppio turno di Eurolega, la partita al PalaCarnera è stata un banco di prova fisico e mentale: la sensazione generale è stata quella di due squadre con obiettivi diversi, ma entrambe coinvolte in una lotta piena di tensione e colpi di scena.
Il contesto era chiaro già prima della palla a due: Udine cerca punti per consolidare la propria posizione in chiave playoff, mentre Milano vuole limitare i danni in classifica e prepararsi al meglio per gli impegni europei. Nel precedente incontro all’Allianz Cloud era stata una bomba di Armoni Brooks a decidere la gara a favore dell’Olimpia; questa volta però i protagonisti sono cambiati e la partita ha preso una piega diversa, con la squadra friulana brava a sfruttare energie e momenti favorevoli per rimontare.
Svolgimento della partita
La gara ha visto Milano guidare per gran parte del tempo: si è arrivati all’intervallo sul 40-34 e l’Olimpia ha toccato il +10 in avvio di quarto periodo con il punteggio sul 66-56. Tuttavia, Udine ha saputo rispondere con un break estremamente incisivo, chiuso da un parziale di 11-0 che ha ribaltato l’inerzia. Le azioni decisive sono arrivate grazie ai canestri di giocatori come Semaj Christon, Mirza Alibegovic e Bendzius, che hanno capitalizzato il momento di maggiore fiducia della squadra friulana e sfruttato anche qualche disattenzione difensiva degli ospiti.
Statistiche e protagonisti
Dal punto di vista numerico il match è stato segnato da alcune performance chiave: Semaj Christon ha chiuso a 25 punti, mentre Mirza Alibegovic ha aggiunto 16 punti e 6 assist; Bendzius e Spencer hanno fornito contributi importanti sotto canestro, con Spencer autore di 10 rimbalzi. Per l’Olimpia buoni segnali da Nico Mannion (19 punti) e Josh Nebo (16 punti), ma la squadra ha sofferto terribilmente dalla lunga distanza: 0 su 7 per Brooks e un misero 5 su 22 di squadra dai tre punti hanno pesato come un macigno sul risultato finale.
Momenti chiave e dinamiche decisive
Il periodo conclusivo è stato il teatro della svolta: sotto di otto punti, Udine ha trovato il ritmo offensivo necessario per eseguire una rimonta efficace. Un 11-0 fulmineo ha capovolto il punteggio e ha costretto Milano a inseguire. Sul finale si è alternato il botta e risposta, con Mannion che ha riportato la sua squadra a -2 grazie a una tripla, mentre Christon ha messo i liberi che hanno ristabilito il +3 decisivo. L’ultimo tiro di Brooks per forzare il supplementare non è entrato, sancendo così la vittoria udinese.
Fattori fisici e tattici
La settimana fitta di impegni ha inciso: la stanchezza è stata richiamata più volte come elemento che può avere influenzato la tenuta mentale e la gestione dei possessi, specialmente negli ultimi cinque minuti. Problemi di falli hanno limitato alcuni uomini importanti, mentre piccoli acciacchi e rotazioni forzate hanno alterato le scelte offensive. Dal punto di vista tattico, Udine ha sfruttato le iniziative di gioco interno e i tiri dalla media di Christon per penetrare una difesa milanese che in certi frangenti ha perso la lucidità necessaria a chiudere i conti.
Implicazioni per la classifica e i prossimi impegni
Il successo rilancia le ambizioni di Apu Udine, che sale a quota 18 punti e mette solide basi per la salvezza con l’occhio rivolto anche a un possibile inserimento in zona playoff. Per l’Olimpia la sconfitta significa restare ferma a 32 punti, condividendo il piazzamento con Venezia e dovendo al contempo lavorare per correggere i difetti emersi in chiusura di partita. La squadra di Peppe Poeta dovrà trovare risposte rapide in vista del prossimo impegno, che vede un ritorno in Eurolega già nella settimana seguente contro Paris Basket.
Reazioni e valutazioni
Le parole del tecnico milanese hanno sottolineato la frustrazione per aver perso una partita controllata per lunghi tratti: la critica principale riguarda la difficoltà a valorizzare ogni singolo possesso negli istanti finali, un difetto che in Europa è emerso più volte. Dall’altra parte, la squadra friulana ha mostrato carattere e freschezza mentale, riuscendo a trasformare un periodo favorevole in punti pesanti che alla fine hanno fatto la differenza.
In chiusura, la serata del PalaCarnera rimarrà nella memoria di Udine come la dimostrazione della sua capacità di competere ad alti livelli, mentre per Milano è un campanello d’allarme: servono lucida analisi e pronta reazione per non vanificare il lavoro fatto durante la stagione. La partita ha evidenziato come la gestione dei momenti caldi e il cinismo negli ultimi possessi possano decidere un equilibrio che spesso è sottile tra vittoria e sconfitta.





