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Ruolo delle farmacie nella strategia vaccinale lombarda contro zoster e HPV

Milano, 2 marzo: fronte comune tra istituzioni e farmacie per estendere le vaccinazioni, tutelare le persone fragili e alleggerire il sistema sanitario

Milano, 2 marzo — La Lombardia si trova davanti a una sfida che intreccia demografia e sanità. I dati raccolti mostrano che oltre 3,4 milioni di lombardi convivono con malattie croniche e che la quota di popolazione con più di 65 anni è già al 23,4%.

Con questi numeri sul tavolo, le scelte in materia di prevenzione diventano decisive per la tenuta del sistema sanitario regionale. L’inchiesta mette in luce come la Regione stia puntando sulla prevenzione vaccinale e sulla capillarità delle farmacie, viste sempre più come presidi di prossimità: le scelte organizzative sui punti di erogazione influenzeranno accesso, costi e sostenibilità complessiva.

L’invecchiamento previsto della popolazione altera gli equilibri finora adottati. Secondo i documenti esaminati, l’aumento degli over 65 impone un ripensamento delle strategie vaccinali per attenuare l’impatto su ospedali e famiglie. Rafforzare le coperture vuol dire non solo proteggere i singoli più fragili, ma anche limitare ricoveri evitabili e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Il successo delle misure dipenderà molto dalla prossimità dei servizi e dalla capacità delle autorità locali di coordinare campagne mirate ed efficaci.

Perché puntare sulle vaccinazioni
Se nei prossimi trent’anni la percentuale di over 65 dovesse salire fino al 32,4%, la prevenzione primaria non resterà un’opzione: diventerà una priorità strategica. Investire nelle vaccinazioni significa alleggerire la pressione sugli ospedali, contenere spese a lungo termine e garantire continuità assistenziale. Le decisioni su dove e come somministrare i vaccini — ospedali, ambulatori, farmacie — avranno effetti concreti sui tempi di attesa e sulla qualità del percorso di cura.

Impatto sulle cronicità e sui costi
Le persone con patologie croniche sono più esposte al rischio di complicanze da infezioni: per loro la prevenzione vaccinale è una leva cruciale per la sostenibilità del sistema. Portare la vaccinazione più vicino al domicilio può ridurre i ricoveri, abbassare la spesa sanitaria a lungo termine e favorire percorsi assistenziali più equi. Interventi mirati sulle fasce più fragili potrebbero diminuire la domanda di ricovero evitabile, alleggerendo reparti ospedalieri e servizi territoriali.

Le farmacie al centro della rete territoriale
La Regione ha scelto una logica di prossimità per ampliare l’offerta vaccinale e identifica le farmacie come nodi fondamentali sul territorio. Questo approccio consente di distribuire meglio le risorse per le campagne vaccinali, rendere meno stagionali le somministrazioni e coinvolgere fasce di popolazione che incontrano barriere d’accesso. L’obiettivo è anche ridurre la pressione sugli ospedali e sulle unità territoriali; per farlo sono in fase di definizione protocolli operativi che chiariscano ruoli e flussi logistici.

Chi ha parlato e cosa è emerso
Durante l’incontro promosso dalla rivista Rh+ Regional Health — con contributi non condizionanti di GSK e MSD — rappresentanti regionali e farmacisti hanno ribadito il valore della farmacia come presidio sanitario. Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanze di Regione Lombardia, ha definito la vaccinazione «un investimento strategico per la salute pubblica», sottolineando come l’ampliamento delle prestazioni in farmacia possa rispondere alle sfide dell’invecchiamento. Dal confronto sono emerse richieste di chiarimenti sui protocolli e sui processi logistici: i nuovi protocolli attuativi dovranno trasformare le intenzioni in pratiche operative sul territorio.

Priorità: herpes zoster e HPV
L’inchiesta mette in evidenza due obiettivi concreti: la tutela contro l’herpes zoster — il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio, che colpisce soprattutto gli over 50 — e la vaccinazione contro il papilloma virus (HPV), responsabile di diversi tumori. Nel caso dello zoster, il vaccino riduce significativamente rischio e gravità degli episodi; per questo servono strategie mirate a anziani e persone con fattori di rischio. Sul fronte HPV, il professor Massimo Origoni dell’Irccs San Raffaele ha ricordato che la vaccinazione è uno strumento di prevenzione oncologica primaria e che i benefici possono estendersi oltre l’età adolescenziale. Ampliare i punti di somministrazione, incluse le farmacie, può aumentare la platea dei vaccinati e colmare gap storici di copertura.

Prospettive e sostenibilità del modello
L’integrazione tra sistema regionale, farmacie e professionisti sanitari sta definendo un modello di medicina di prossimità replicabile. Le farmacie hanno dimostrato la loro utilità nell’avvicinare la popolazione alle vaccinazioni, semplificare i percorsi e migliorare le coperture. Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, ha confermato il ruolo operativo delle farmacie sul territorio. La sfida, ora, è trasformare questa disponibilità di servizi in una cultura diffusa della prevenzione: rendere la vaccinazione più accessibile, proteggere chi è più fragile e ridurre l’impatto delle malattie prevenibili.

I documenti esaminati rivelano quindi un’intenzione chiara: tradurre i bisogni demografici e sanitari in azioni concrete. Il percorso richiederà coordinamento, protocolli attuativi e un’efficace rete territoriale, con le farmacie pronte a giocare un ruolo centrale nella prossima fase di implementazione.

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