La realtà è meno politically correct: Trenord sta affondando e nessuno sembra rendersi conto della gravità della situazione.

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Diciamoci la verità: la situazione dei trasporti in Lombardia è un vero e proprio disastro, e i dati parlano chiaro. Giugno 2023 ha visto oltre 6.500 treni in ritardo o addirittura soppressi, un fallimento che non possiamo ignorare. Il Partito Democratico ha lanciato l’allerta, accusando l’assessore Lucente di non aver mai preso sul serio la questione. E mentre i politici si scambiano le responsabilità, la verità è che gli utenti pagano il conto di questa inefficienza.
Un mese da dimenticare per Trenord
Nel mese di giugno, Trenord ha registrato una media di disservizi che si avvicina al 10%, esattamente il 9,02%. Questo significa che quasi 1 treno su 10 ha subito ritardi o soppressioni. I dati sono impietosi: 6.582 treni in ritardo o soppressi, di cui ben 4.454 soppressi. Un totale che fa rabbrividire qualsiasi passeggero che spera di viaggiare in modo dignitoso. E il Partito Democratico non ha esitato a denunciare questo completo fallimento del servizio ferroviario lombardo, evidenziando come i problemi non riguardino solo i ritardi, ma anche la sicurezza delle stazioni e dei treni.
Ma cosa è cambiato davvero dopo l’arrivo di nuovi treni e ingenti investimenti sulla rete? Nulla di che, a quanto pare. Nonostante la sostituzione dell’amministratore delegato e l’introduzione di nuovi sistemi di indennizzo, la situazione rimane drammatica. I ritardi ora sono calcolati a 15 minuti, una mossa che sembra più un tentativo disperato di mascherare il problema piuttosto che una vera soluzione. Se i ritardi venissero ancora calcolati su base di cinque minuti, il disastro sarebbe ancor più evidente.
Una sicurezza in discussione
Il vero colpo di grazia a questa situazione è rappresentato dall’insicurezza percepita e certificata. I dati della Polizia Ferroviaria parlano chiaro: i reati che avvengono nei pressi delle stazioni lombarde sono in aumento. Non si tratta solo di una sensazione, ma di una realtà che mette a rischio la sicurezza degli utenti. Gli slogan rassicuranti dell’assessore La Russa cadono nel vuoto, mentre i cittadini si sentono sempre più vulnerabili. In un contesto del genere, come possiamo fidarci che le Olimpiadi Milano-Cortina non si trasformino in un clamoroso flop? È facile esaltare un evento che potrebbe rivelarsi un fiasco internazionale se non ci si occupa di risolvere i problemi di base.
Conclusioni scomode e riflessioni necessarie
La realtà è che la situazione di Trenord è insostenibile. Le promesse di miglioramento e i proclami politici non bastano a nascondere un’inefficienza che dura da anni. Mentre i vertici si scambiano le colpe, i cittadini lombardi continuano a subire le conseguenze di un sistema che non funziona. È ora di chiedere un cambiamento reale, non solo a parole. Le responsabilità devono essere assunte, e le scuse non possono più bastare. In un momento cruciale come quello delle Olimpiadi, è fondamentale riflettere su cosa significhi davvero garantire un servizio pubblico efficiente e sicuro.
Invito tutti a guardare oltre le apparenze e a non lasciare che le parole vuote dei politici oscurino la realtà dei fatti. È tempo di un pensiero critico e costruttivo per affrontare un problema che non può più essere ignorato.