Nel weekend scorsa, il cuore di Milano è stato teatro di una vera e propria guerriglia urbana. Quello che era iniziato come una protesta contro il caro vita si è trasformato rapidamente in scontri violenti, con lanci di petardi, rottura di vetrine e saccheggi in più punti del centro storico. I giovani, spesso avvolti in cappucci neri, hanno attraversato le vie principali, facendo esplodere la tensione fra manifestanti pacifici e forze dell’ordine. Il caos è culminato in piazza Duomo e nella zona intorno al Castello Sforzesco, dove barricate improvvisate e attacchi a poliziotti hanno segnato una giornata drammatica per la città.
Le zone più colpite includono la Galleria Vittorio Emanuele, la zona della Rinascente e il McDonald’s nei pressi del Duomo, dove gruppi di ragazzi hanno rotto le vetrine con sassi e mazze, rovesciando cestini, biciclette e monopattini elettrici. Alcuni hanno persino diretto la loro furia verso il Teatro alla Scala, costringendo le autorità a blindare l’edificio in vista del concerto della Filarmonica. Le immagini dei danni mostrano vetrine frantumate, graffiti su monumenti storici e rifiuti sparsi, creando un panorama di desolazione urbana in pochi minuti di follia.
Scontri in piazza Duomo e saccheggi nei pressi della Rinascente
Intorno all’orologio di Palazzo Reale, la violenza ha raggiunto il suo apice: una folla di giovani, molti con passamontagna, ha lanciato petardi verso i passi di pattuglia, provocando ferite a diversi agenti. Uno dei più noti episodi è stato l’attacco a un dirigente della polizia, Angelo De Simone colpito da una pietra mentre cercava di contenere la folla. Nel frattempo, i ladri hanno forzato le porte della Rinascente, sfondando la vetrina principale e depredando gli scaffali. Alcuni hanno deviato verso il McDonald’s dove hanno rotto le vetrine con mazze improvvisate, per poi dirigersi verso Piazza della Scala, continuando a rovesciare cestini e a lanciare petardi contro auto e passanti. La rapida escalata ha richiesto l’intervento di più unità di polizia, tra cui squadre antisommossa e carrozzerie blindate.
Reazioni dei vertici istituzionali: dal governo alle autorità locali
Di fronte alla crescente instabilità il governo ha reagito con decisione. La premier ha convocato una riunione a Palazzo Chigi per valutare nuovi strumenti di ordine pubblico destinati a contrastare chi sfrutta le manifestazioni legittime per diffondere violenza. Parallelamente, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha definito gli azionisti della violenza “sciacalli, ladri e delinquenti” e ha chiesto l’adozione di un “pugno duro” per ripristinare la sicurezza. Sul territorio, i sindaci di Cinisello Balsamo, Bresso e Sesto San Giovanni hanno emesso dure condanne, denunciando i colpevoli come “vandali” e “delinquenti”. Il candidato sindaco di Sesto, Paolo Vino, ha sottolineato che la violenza indebolisce la protesta, invitando a distinguere tra dissenso legittimo e atti criminali, e ha chiesto un ascolto serio delle difficoltà economiche che hanno alimentato il malcontento.
Arresti, età dei coinvolti e conseguenze legali
Le forze dell’ordine hanno registrato più di 200 fermati nella notte dei fatti, con una percentuale dell’80% di minorenni tra i soggetti trattenuti. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha tenuto un incontro urgente con il Capo della Polizia e il questore di Milano per fare il punto sulla situazione e ringraziare le forze in servizio per la loro prontezza. Grazie alla coordinazione fra diverse unità, è stato possibile contenere i danni e mettere in sicurezza le zone più critiche, come Corso Garibaldi, dove è stata rubata persino un’estintore dallo store Vodafone. Le autorità stanno ora valutando misure restrittive, tra cui l’uso di divieti di circolazione per i minori in determinate aree e l’introduzione di sanzioni più severe per i responsabili di furti e saccheggi.
Dettagli sulla risposta delle forze di polizia
Le squadre antisommossa hanno operato in formazioni compatte, con l’impiego di munizioni di contenimento e l’uso di dispacci radio coordinati per intervenire in tempo reale. In diverse location, come Piazza Cadorna e Via Meravigli, i Carabinieri hanno effettuato posti di blocco per impedire nuove infiltrazioni. Anche i media locali hanno diffuso l’allarme, mentre i cittadini hanno denunciato gli episodi sui social, contribuendo a una rapida identificazione dei gruppi coinvolti. Le indagini proseguono per determinare l’appartenenza a eventuali organizzazioni più ampie e per garantire che le pene siano commisurate alla gravità dei reati commessi.



