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Studenti e Città Metropolitana condannano i danni al Calvino di Rozzano

Vandalismi all’Istituto Italo Calvino di Rozzano scatenano polemiche: studenti si dissociano e l’amministrazione promette ricostruzione.
Studenti e Città Metropolitana condannano i danni al Calvino di Rozzano

Venerdì scorso l’Istituto Italo Calvino di Rozzano è stato teatro di un episodio di vandalismo che ha rapidamente occupato le pagine dei media locali. Il danno, denunciato sia dagli studenti presenti sia dal sindaco Mattia Ferretti, ha coinvolto bagni, vetri e arredi, trasformando una giornata di protesta in un momento di controversia.

Il gruppo di ragazzi, organizzato dal collettivo degli studenti aveva infatti pianificato un’occupazione pacifica dell’edificio scolastico con l’obiettivo di dare visibilità alle esigenze della periferia milanese. L’iniziativa prevedeva dibattiti aperti nel cortile, assemblee inclusive e il coinvolgimento di tutto il corpo studentesco per dimostrare la loro determinazione senza ricorrere alla violenza.

Le immagini diffuse dal sindaco Ferretti mostrano sanitari devastati nei bagni, vetri infranti e mobili rotti, segni evidenti di un gesto distruttivo compiuto da un gruppo non identificato. Gli stessi ragazzi hanno immediatamente segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine, sottolineando che la loro azione pacifica non aveva alcun legame con i danni televisivi.

Occupazione pacifica e dissociazione degli studenti

Il collettivo degli studenti ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui si distacca categoricamente dalle azioni di vandalismo. Secondo il loro comunicato, l’occupazione mirava a “dare voce alla periferia” e a promuovere una discussione costruttiva sui bisogni delle scuole di zona.

Obiettivi concreti dell’occupazione

L’organizzazione prevedeva una serie di attività: panel tematici su risorse scolastiche, spazi di ascolto per le richieste degli alunni e la creazione di una piattaforma di collaborazione tra studenti, docenti e amministrazione. Nessuno dei partecipanti ha mai espresso l’intenzione di provocare danni al patrimonio edilizio, anzi, hanno ribadito l’importanza del rispetto per le strutture.

Dissociazione e proposta di collaborazione

Nel comunicato, gli studenti hanno esplicitamente dichiarato di essere estranei agli atti vandalici e hanno offerto il proprio aiuto per le operazioni di pulizia e riorganizzazione degli spazi, collaborando con la dirigenza scolastica e il personale ausiliario per ripristinare rapidamente la normalità.

Reazioni istituzionali e impegni di ripristino

Roberto Maviglia, consigliere della Città Metropolitana di Milano delegato all’edilizia scolastica ha manifestato la sua ferma condanna dell’accaduto, definendo il danneggiamento di una scuola un gesto di “irresponsabilità senza giustificazione”. Nella sua nota, Maviglia ha ricordato che gli atti vandalici colpiscono non solo l’edificio, ma anche gli stessi studenti e gli operatori impegnati a garantire il diritto allo studio.

Distinzione tra protesta legittima e danni

Maviglia ha sottolineato l’importanza di distinguere la legittima manifestazione dei giovani dalle azioni distruttive, lodando la capacità degli studenti di separare i due fenomeni. Secondo le sue parole, la protesta per più risorse scolastiche resta una “battaglia giusta” che non deve essere offuscata da episodi isolati di vandalismo.

Impegni concreti per la ricostruzione

Il consigliere ha annunciato che, una volta quantificata l’entità dei danni, la Città Metropolitana provvederà a interventi di ripristino rapidi e completi, con l’obiettivo di rendere le scuole del territorio ancora più dignitose, funzionali e accoglienti. Il messaggio chiave è la volontà di non lasciare indietro i comuni periferici, dove ogni investimento in edilizia scolastica rappresenta un vero e proprio sforzo di inclusione.

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