Il 21 e 22 settembre 2026 l’Università di Milano-Bicocca accoglierà la Seconda Conferenza Paneuropea sull’applicazione della Convenzione di Istanbul nel contesto accademico. L’iniziativa, promossa da UN.I.RE. (UNiversità In REte contro la violenza di genere) e da OCEAN (Open Council of Europe Academic Networks), mira a tracciare una roadmap verso un Codice di condotta europeo destinato alle università.
Violenza di genere: dati di contesto e impatto sugli ambienti universitari
Un rapporto dell’ISTAT pubblicato il 16 settembre evidenzia che oltre tre milioni di donne italiane hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Il 58% delle vittime non ne ha mai parlato durante l’infanzia, mentre chi aveva subito violenze in età minorile registra una crescita della violenza adulta dal 31,9% al 57,2%. Questi dati, pur non riferiti direttamente agli atenei, mostrano quanto sia fondamentale che le università siano pronte ad ascoltare, supportare e proteggere chi arriva con esperienze di violenza non raccontate.
Indagini specifiche nel mondo accademico
Il progetto UniSAFE ha coinvolto 42.186 studenti e lavoratori di 46 università appartenenti a 15 Paesi. Il 62% dei partecipanti ha dichiarato di aver vissuto almeno una forma di violenza di genere, includendo dimensioni psicologiche, economiche, sessuali, molestie online e altro. Di questi, 31% ha segnalato molestie sessuali, ma solo 13% ha formalmente denunciato l’episodio. Le ragioni di una segnalazione mancata includono la percezione di gravità insufficiente (quasi 50%) e la mancata identificazione dell’evento come violenza (31%). Il tasso di risposta della ricerca è stato del 3,9% perciò i risultati non possono essere generalizzati, ma evidenziano una lacuna significativa nei canali istituzionali.
Programma della conferenza: un incontro di istituzioni e ricercatori
Le due giornate si svolgeranno presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca. Il primo giorno, lunedì 21 settembre, è dedicato a una tavola rotonda paneuropea sull’attuazione della Convenzione di Istanbul, con la partecipazione di rappresentanti universitari, istituzionali e reti accademiche. Verranno discusse le discrepanze tra gli impegni formali e le pratiche concrete, con cinque gruppi di lavoro focalizzati su: movimenti anti-politiche di genere, consenso e molestie, integrazione della Convenzione nei curricula, sessismo negli spazi digitali, e metodologie di raccolta dati.
Il secondo giorno: focus sull’Italia
Martedì 22 settembre sarà interamente dedicato alle esperienze italiane. Interverranno rappresentanti della Conferenza dei rettori delle università italiane della Conferenza nazionale degli organismi di parità e dell’ISTAT. Le discussioni riguarderanno la formazione dei futuri professionisti, la trasparenza nella raccolta dati, i servizi di ascolto e le procedure di segnalazione, con particolare attenzione ai rischi legati alla dipendenza accademica tra studenti, dottorandi e i loro supervisori.
Verso un Codice di condotta europeo: proposte concrete
Un punto centrale dell’evento è la bozza di Codice di condotta destinato alle università, alle alleanze accademiche e alle reti europee. Il documento, ancora in fase di revisione, propone la creazione di un ufficio di riferimento o di una figura riconoscibile per le segnalazioni, garantendo almeno un canale di ascolto esterno alla gerarchia diretta. L’accesso all’assistenza non dovrebbe dipendere dalla presentazione di una denuncia formale. Altre misure includono formazione periodica del personale, informazioni visibili per gli studenti, collaborazione con centri antiviolenza, raccolta anonima dei dati e procedure rapide e trasparenti.
Il Codice si estende oltre le aule: coprirebbe anche le residenze universitarie, le attività online, i tirocini, le conferenze, i progetti sul campo, le mobilità internazionali (Erasmus+) e gli sgravi di ricerca. La sua efficacia dipenderà dalla disponibilità delle singole istituzioni ad adottarlo, a destinare risorse e a monitorarne l’implementazione. La conferenza di Milano-Bicocca rappresenta quindi il primo passo verso una cornice normativa comune a livello europeo, aprendo la strada a futuri sviluppi concreti.



