Il 30/06/2026 alle 13:28, a Palazzo marino si è svolto il Forum sulla Sicurezza urbana dove i sindaci di cinque città italiane hanno formalizzato una richiesta rivolta al Governo: istituire un Fondo nazionale per la prevenzione della violenza giovanile. L’iniziativa nasce dall’esigenza di passare da interventi reattivi a politiche che lavorino in anticipo, mettendo in rete istituzioni locali, scuole e organizzazioni del terzo settore.
Il confronto ha ribadito più volte che la sicurezza urbana non è solo un tema di ordine pubblico, ma una questione sociale che richiede investimenti strutturali e una visione condivisa tra Stato e territori. I sindaci intervenuti hanno sottolineato come le singole amministrazioni, da sole, dispongano di risorse limitate e abbiano bisogno di strumenti nazionali per amplificare gli effetti della prevenzione.
La proposta lanciata da Bologna e il messaggio condiviso dai sindaci
Ad assumere la parola iniziale è stato il sindaco di Bologna Matteo Lepore, nella sua veste di presidente del Forum, che ha sintetizzato la richiesta con una frase chiara: “La sicurezza un diritto di tutti i cittadini“. Lepore ha evidenziato che, nonostante esistano molte esperienze locali e progetti sperimentali, è giunto il momento di una misura organica a livello nazionale per coordinare e finanziare interventi replicabili nelle diverse città.
Accenti concreti dai sindaci delle città coinvolte
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, ha confermato l’adesione alla proposta mettendo in rilievo la condizione finanziaria dei Comuni: “I Comuni sono e saranno sempre in crisi di risorse“. Sala ha proposto di utilizzare il prossimo periodo di campagne elettorali locali come momento per mettere a tema la proposta e sollecitare i futuri candidati ad accoglierla nelle loro piattaforme politiche. Secondo Sala, la strada da seguire è quella di una corresponsabilità tra livelli istituzionali.
Riconoscere i problemi senza alimentare allarmismi
Dal confronto è emersa anche la volontà di evitare toni estremi: il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ha voluto puntualizzare che “dobbiamo ribellarci a chi ci parla di emergenza sicurezza“, ma allo stesso tempo ha richiamato alla serietà nel riconoscere che esistono zone urbane in cui il tema della sicurezza va affrontato con concretezza. Questo equilibrio tra rigore e prudenza caratterizza la posizione espressa durante il Forum.
Focus sulla prevenzione: Bari e Perugia
Il sindaco di Bari Vito Leccese, ha insistito sul valore della prevenzione rispetto alla repressione: “La prevenzione meglio che reprimere“, ha detto, sottolineando la necessità di strumenti adeguati per attuare programmi di contrasto al disagio giovanile. Parallelamente, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, ha evidenziato come la violenza giovanile non possa essere ridotta a un problema solo di ordine pubblico, ricordando che “non si riduce la violenza giovanile solo in termini di sicurezza” e che si vive “un tempo di fragilit\u00e0 sociale che non permette una capillarit\u00e0 di presidio“.
Un percorso condiviso tra Stato e territori
I cinque amministratori hanno quindi sintetizzato la proposta: creare un fondo che finanzia progetti integrati che mettano in rete scuole, Comuni e terzo settore, con l’obiettivo di intervenire prima che si verifichino i reati, non solo dopo. La logica è di rafforzare la prevenzione come leva principale per ridurre fenomeni di disagio e violenza tra i giovani, supportando esperienze territoriali con risorse nazionali.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito che, se le città devono unirsi per costruire un percorso comune, questa proposta rappresenta «la via» auspicata per impostare una strategia sistemica. I sindaci hanno chiesto al Governo di valutare la creazione del fondo come uno strumento operativo capace di sostenere attività educative, sociali e culturali rivolte alle fasce giovanili più a rischio.
Le dichiarazioni pronunciate a Palazzo Marino hanno posto l’accento su un approccio multilivello: investire in prevenzione, garantire risorse stabili ai Comuni e favorire la collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà del terzo settore. L’iniziativa lanciata il 30/06/2026 costituisce un invito esplicito al Governo a tradurre in pratica una politica nazionale che accompagni e sostenga le azioni locali.



