L’Europa occidentale è stata investita da un’ondata di caldo eccezionale che ha innalzato la colonnina di mercurio a valori raramente osservati a queste latitudini. Milano e Roma si avvicinano ai 40 gradi, con minime notturne che in alcune aree non scendono sotto soglie comunemente definite tropicali. Il fenomeno ha avuto il suo apice tra il 27 giugno 2026 e il 29 giugno 2026, con effetti significativi su salute pubblica, eventi e infrastrutture.
Espansione dell’anticiclone subtropicale e confronti con le medie storiche
La causa principale individuata dagli specialisti è l’allargamento di un’area di alta pressione di origine africana, spesso indicata come anticiclone subtropicale che si è estesa dal Nord Africa fino al bacino del Mediterraneo e oltre, toccando il cuore dell’Europa. Questo avamposto di aria calda si è sviluppato su una base già più calda rispetto al passato a seguito dell’aumento della concentrazione di CO2 atmosferica: il risultato è una situazione in cui le anomalie termiche rispetto alle medie trentennali sono diventate marcate. A Milano gli scarti termici hanno superato i 10 gradi rispetto alla media, mentre a Roma la differenza è leggermente inferiore; a Parigi le rilevazioni hanno mostrato scarti ancora più vistosi, in alcuni casi prossimi ai 20 gradi.
Come cambiano le notti e l’umidità
L’innalzamento dei valori termici influenza anche l’evaporazione dai mari e dalle superfici incontaminate, incrementando l’umidità dei bassi strati. Questo processo rende le notti meno rinfrescanti: molte città hanno registrato minime notturne mai viste prima, con Milano che in alcuni rilevamenti non è scesa sotto i 27 gradi. Gli esperti definiscono queste condizioni come notti tropicali o addirittura super-tropicali quando le temperature minime rimangono stabilmente oltre i 25 gradi.
Impatto su salute, servizi e numeri di bilancio
La fase calda ha avuto ricadute pratiche immediate. Ospedali e pronto soccorso hanno registrato un incremento degli accessi per colpi di calore, disidratazione e problemi cardiocircolatori legati allo stress termico. In diverse aree si sono verificati guasti agli impianti di climatizzazione ospedalieri e interruzioni di servizi pubblici sensibili al calore. Sono state anche cancellate manifestazioni e concerti per cautela, e gli organizzatori di grandi eventi hanno iniziato a ripensare date e logistica per evitare le ore più calde.
Bilancio umano e confronti internazionali
Le ondate di calore in Francia, Germania e Spagna hanno già prodotto un aumento della mortalità rispetto alla norma: analisi preliminari segnalano centinaia o migliaia di decessi in più in alcuni Paesi durante i giorni più critici. A livello europeo si sono registrati record assoluti di temperatura in stazioni storiche, tra cui rilevazioni superiori ai 40 gradi in più di una nazione e il picco di 41,5 gradi in Germania. Questi numeri sottolineano come l’evento non sia isolato ma parte di una fase climatica eccezionale e diffusa.
In Italia il ministero della Salute ha emanato bollettini con le città a rischio: tra il 27 giugno 2026 e il 28 giugno 2026 sono state segnalate diciotto realtà con bollino rosso per ondate di calore, tra cui Ancona, Bari, Bologna, Bolzano e Milano. Le autorità locali hanno attivato misure di assistenza per le persone più fragili e raccomandazioni per ridurre i rischi legati all’esposizione prolungata al caldo.
Previsioni a breve termine e possibili evoluzioni meteorologiche
Secondo i modelli meteorologici la fase più intensa di calore avrebbe una durata limitata: è atteso l’ingresso di una perturbazione che dovrebbe ristabilire condizioni più fresche e portare temporali localmente violenti, soprattutto sulle zone alpine e nelle regioni del Nord. Questo passaggio perturbato, previsto attorno all’1-2 luglio 2026, potrebbe determinare un sensibile calo delle temperature e un aumento della circolazione d’aria. Tuttavia, l’alta evaporazione accumulata durante i giorni caldi costituisce il carburante per fenomeni convettivi intensi e locally severe thunderstorms potrebbero generare grandine, forti raffiche e piogge concentrate.
Nel valutare la probabilità di eventi simili in futuro, i climatologi indicano che episodi di questa intensità sono diventati più frequenti: la probabilità di ondate estreme si è moltiplicata rispetto alle condizioni di tre decenni fa, e una parte consistente dell’anomalia termica osservata può essere attribuita al cambiamento climatico. Ciò significa che, oltre alla variabilità meteorologica, sussiste una tendenza di fondo che amplifica la frequenza e l’intensità degli estremi.



