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Milano, arrestato rider di 25 anni per abusi durante consegne a domicilio

Un uomo di 25 anni, rider e richiedente asilo, è stato arrestato a Milano su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano – V Dipartimento in seguito a denunce presentate da tre giovani. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno anche verificando almeno altri sette episodi simili e invitano eventuali ulteriori vittime a farsi avanti.

Milano, arrestato rider di 25 anni per abusi durante consegne a domicilio

La Polizia di Stato ha arrestato a Milano un rider di 25 annirichiedente asilo, accusato di abusi durante le consegne a domicilio: la misura cautelare in carcere è stata eseguita l’11 giugno su ordinanza del Tribunale, coordinata dalla Procura della Repubblica. Gli investigatori della Squadra Mobile gli contestano tre episodi a danno di giovani donne avvenuti tra febbraio e marzo in contesti condominiali.

Il caso ha rilievo perché coinvolge consegne effettuate tramite piattaforma digitalein un contesto di apparente normalità quotidiana. La Procura ha ritenuto sussistente un quadro indiziario grave e un presunto carattere abituale delle condotte, motivando la custodia cautelare per prevenire ulteriori fatti analoghi. Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026.

Arresto e contestazioni a Milano

L’ordinanza di custodia è stata emessa nell’ambito di un’indagine del V Dipartimento della Procura di Milano, avviata dopo le querele delle vittime e sviluppata con analisi di riscontri temporalitracciati di consegna e analogie nelle modalità. L’uomo è indagato per violenza sessuale nell’ipotesi di serialità delle condotte, sempre contestate in aree d’ingresso o parti comuni di condomini cittadini, durante la consegna di acqua, spesa o cibo.

Gli inquirenti hanno evidenziato elementi ritenuti coerenti con un’unica mano, anche in relazione alla gestione delle app di consegna e all’utilizzo di un account di terza persona in almeno un episodio. La misura in carcere è stata richiesta per impedire la presunta reiterazione, mentre proseguono gli accertamenti su altri episodi segnalati.

Cronologia degli episodi ricostruiti

Il primo caso ricostruito risale all’8 febbraioal piano di uno stabile, dopo la consegna di due casse d’acqua, il rider avrebbe palpeggiato con insistenza la cliente, che si è sottratta rifugiandosi in ascensore. Gli atti contestati sarebbero avvenuti nelle aree comuni del condominio, approfittando del momento di scambio dei colli. La vittima, impietrita per alcuni istanti, ha poi trovato riparo mentre il rider si allontanava dallo stabile.

Il 13 febbraiodurante un’altra consegna, l’indagato si sarebbe avvicinato chiedendo una recensione sul cellulare come pretesto per toccare il seno della destinataria con entrambe le mani all’interno del palazzo. Il 16 marzoall’ingresso di un diverso condominio, la tecnica sarebbe stata simile: con la busta dell’ordine in mano, l’uomo avrebbe celato la sinistra sotto il sacchetto per palpeggiare la donna al momento del ritiro.

Indagini in corso e appello alle vittime

Oltre ai tre episodi contestati, la Procura e la Squadra Mobile stanno verificando almeno altri sette casi con modalità assimilabili. Le segnalazioni raccolte delineano un arco temporale che arriva almeno a maggio 2026con condotte ritenute ripetitive in ambienti condominiali durante le consegne. Gli inquirenti invitano ulteriori possibili vittime a presentarsi, per consolidare il quadro e definire la portata complessiva dei fatti.

Il lavoro investigativo ha incrociato dichiarazioni delle persone offese, orari e percorsi delle consegne, oltre a riscontri nei sistemi di gestione delle piattaforme. Il coordinamento della Procura ha orientato la richiesta di misura cautelare in ragione della tutela di potenziali ulteriori vittime e della gravità indiziaria rilevata, mentre proseguono accertamenti su identità, disponibilità di account e strategie di adescamento contestate.

Le autorità sottolineano che le accuse formulate rappresentano ipotesi investigativefatte proprie dal giudice limitatamente alla misura cautelare. La responsabilità penale dell’indagato sarà accertata nel procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. La Questura ha ribadito l’attenzione a segnalazioni su comportamenti inappropriati attribuiti a rider e la necessità di consolidare le prove con nuove denunce, qualora emergano ulteriori fatti analoghi.

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