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Affidamento in prova concesso ad Alberto Stasi: lascia il carcere per i servizi sociali

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha approvato l'affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi. Dopo oltre dieci anni di detenzione, e una fase di semilibertà, Stasi potrà proseguire l'esecuzione della pena fuori dalla cella sotto precise prescrizioni.

Affidamento in prova concesso ad Alberto Stasi: lascia il carcere per i servizi sociali

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha depositato il provvedimento che autorizza l’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. L’uomo, entrato nel carcere di Bollate il 12 dicembre 2015, ha già attraversato una serie di misure progressivamente meno restrittive prima di ottenere l’affidamento.

La decisione è stata adottata dopo l’esame degli atti e del parere favorevole della Procura generale, valutazioni che i giudici del Tribunale di Sorveglianza hanno considerato in relazione al comportamento tenuto da Stasi in carcere e alle relazioni dell’area educativa. L’affidamento rappresenta per legge uno strumento previsto per i detenuti con un residuo di pena inferiore ai quattro anni.

Le basi legali e le motivazioni del Tribunale di Sorveglianza

Il provvedimento è stato motivato facendo riferimento alle relazioni carcerarie e alle valutazioni degli educatori: elementi che hanno evidenziato una buona condotta e un percorso di reinserimento coerente. La Procura generale ha espresso parere positivo durante l’udienza, ma, come ricordato dai giudici, tale parere non è vincolante; la decisione finale spetta al magistrato di sorveglianza che valuta gli atti in concreto.

Elementi ritenuti positivi

Tra i fattori indicati come rilevanti vi sono il lavoro esterno svolto da Stasi, la partecipazione ad attività formative e di volontariato, il pagamento di risarcimenti alla famiglia della vittima e l’assenza di nuove interviste alla stampa. Il Tribunale ha inoltre registrato l’atteggiamento collaborativo mostrato dall’imputato nelle udienze davanti alla Sorveglianza.

Percorso carcerario di Stasi e cronologia delle misure alternative

Dall’ingresso nel carcere di Bollate il 12 dicembre 2015, il percorso che ha portato all’affidamento in prova è passato attraverso tappe concrete: l’ordinanza che ha autorizzato il lavoro esterno, concessa il 24 gennaio 2026, i permessi premio concessi a maggio 2026 e la semilibertà che gli è stata accordata l’11 aprile 2026. Questa progressione ha permesso di monitorare il comportamento dell’interessato in contesti meno restrittivi rispetto alla detenzione ordinaria.

Situazione processuale e termine della pena

Stasi è stato condannato definitivamente a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Il fine pena è fissato, tenendo conto degli sconti previsti per buona condotta, per il 22 ottobre 2028, È importante sottolineare che l’affidamento non modifica lo stato processuale: formalmente Stasi resta condannato fino a eventuali revisioni giudiziarie, che sono procedure distinte e non condizionano l’applicabilità della misura alternativa.

Condizioni e possibili revoche dell’affidamento

L’affidamento in prova è una misura alternativa che consente al condannato di espiare la pena al di fuori del carcere, a condizione che rispetti determinate prescrizioni: impegno in un’attività lavorativa, rispetto degli obblighi imposti dal giudice di sorveglianza e partecipazione a progetti di reinserimento. In caso di violazione delle prescrizioni, il magistrato può disporre la revoca dell’affidamento e il ritorno in carcere.

Per Stasi la misura comporterà limiti e controlli: dovrà proseguire l’attività lavorativa o formativa dichiarata, osservare gli obblighi imposti dall’autorità giudiziaria e restare sotto il monitoraggio dei servizi sociali. Solo al termine del periodo di affidamento, qualora tutte le prescrizioni siano state osservate, la pena si potrà considerare estinta secondo quanto previsto dalla normativa.

La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano segna quindi una fase importante nell’esecuzione della pena di Alberto Stasi: dopo oltre dieci anni di detenzione e una fase di semilibertà, l’affidamento in prova rappresenta l’ultimo gradino verso la completa estinzione della pena, sempre subordinata al rispetto delle regole stabilite dal giudice.

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