11 Giugno 2026 🌤 26°

Arrestati due egiziani per traffico di migranti: il ruolo dell’azienda edile

La Polizia di Stato di Milano ha arrestato due cittadini egiziani per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'indagine ha portato alla luce un'organizzazione che sfruttava il Decreto Flussi per far entrare clandestini in Italia.

Arrestati due egiziani per traffico di migranti: il ruolo dell’azienda edile

In un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Milanola Polizia di Stato ha arrestato due cittadini di origine egiziana, di 40 e 46 anni, uno dei quali con cittadinanza italiana. Gli arrestati sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato in concorso. Contemporaneamente, sono state eseguite tre perquisizioni e quattro persone, tra cui la moglie di uno degli arrestati, sono state indagate per lo stesso reato.

L’indagine della Digos e il monitoraggio degli ambienti estremisti

L’indagine è stata condotta dalla Sezione Antiterrorismo della Digos di Milano in collaborazione con la Direzione Centrale Polizia di Prevenzione. L’attività investigativa è partita dall’intensificazione del monitoraggio degli ambienti estremisti di matrice confessionale, avviato dopo i gravi fatti di sangue avvenuti in Medio Oriente il 7 . Durante le indagini, è emersa la figura del principale indagato, già noto per la sua vicinanza agli ambienti della Fratellanza Musulmana e per il suo coinvolgimento in iniziative di piazza e raccolte fondi a sostegno del popolo palestinese.

Il ruolo dell’azienda edile e lo sfruttamento del Decreto Flussi

Gli investigatori hanno scoperto che il principale indagato, insieme al secondo arrestato e ad altri complici, gestiva un’azienda edile utilizzata come copertura per un sistema organizzato di ingresso illegale di cittadini stranieri, principalmente provenienti dal Nord Africa. Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe sfruttato il Decreto Flussi per far entrare illegalmente nel territorio nazionale cittadini stranieri, attestando credenziali in modo fraudolento e favorendo la loro permanenza in Italia e l’ottenimento del titolo di soggiorno, dietro pagamento.

Pratiche di soggiorno e anomalie rilevate

L’indagine ha coinvolto anche l’Ufficio Immigrazione della Questura di Milanoche ha ricostruito puntualmente le pratiche di soggiorno. Sono state rilevate anomalie su diverse decine di posizioni. Gli investigatori hanno individuato uno schema operativo consolidato, che prevedeva la richiesta nominativa dello straniero attestato all’estero attraverso il nulla osta all’ingresso, funzionale all’ottenimento del visto per lavorare, in modo fittizio o comunque per un periodo limitato, presso la società gestita dai due arrestati o presso altre realtà preventivamente individuate.

False attestazioni e inviti al licenziamento

Secondo le ricostruzioni, gli indagati avrebbero assistito gli interessati, sempre dietro compenso in denaro, nelle varie esigenze amministrative, fornendo certificazioni fittizie e attestazioni di ospitalità quasi sempre non veritiere. In alcuni casi, agli stranieri sarebbe stato chiesto di pagare il datore di lavoro per il versamento dei contributi. Una volta ottenuto il titolo di soggiorno, i lavoratori sarebbero stati invitati a licenziarsi, permettendo agli indagati di inserire nuovi ‘dipendenti/clienti’, tenuto conto del limite massimo di dipendenti previsto per ciascuna società in base al volume d’affari.

Il rischio di reiterazione del reato

L’intero compendio investigativo è stato valorizzato dal G.I.P. nell’ordinanza che dispone le misure cautelari. Nel provvedimento viene sottolineata la marcata finalità di lucro, in particolare in capo al principale indagato, che avrebbe chiesto somme a ‘fondo perduto’ prima dell’arrivo degli stranieri sul territorio nazionale e avrebbe speculato anche sui parenti più prossimi. Il giudice ha evidenziato inoltre il concreto rischio di reiterazione del reato, considerando che i due arrestati avrebbero manifestato l’intenzione di espandere l’attività sfruttando tutti gli spazi offerti dalla normativa.

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