7 Giugno 2026 ☀ 18°

Lo spettacolo teatrale degli studenti di Arconate che esplora il potere salvifico dell’arte

Dal Kenya ad Auschwitz, passando per l'Iran, gli studenti del Liceo di Arconate hanno esplorato il potere salvifico dell'arte in uno spettacolo teatrale indimenticabile

Lo spettacolo teatrale degli studenti di Arconate che esplora il potere salvifico dell’arte

In un’epoca in cui la tecnologia domina le nostre vite, una domanda semplice ma profonda ha guidato un gruppo di studenti in un viaggio di scoperta: cosa può salvarci la vita? Questa domanda, posta da una professoressa ai suoi studenti, ha dato vita a Salvartiuno spettacolo teatrale che ha commosso il pubblico del Teatro Scuola Media Tosi di Legnano giovedì 4 giugno.

L’idea è nata all’interno del progetto EmozionArti al LAEun’iniziativa che durante l’anno scolastico 2026/2026 ha coinvolto gruppi aperti di studenti sotto la guida delle professoresse Santa Barilari e Giorgia Lorito. Lo spettacolo, ideato da Santa Barilari e Jacopo Pari, è il risultato di un percorso educativo basato sulla partecipazione, la creatività e il dialogo tra diversi linguaggi artistici.

Un viaggio tra arte e memoria

La rappresentazione si apre in un’aula scolastica, popolata da smartphone e distrazioni tipiche dell’adolescenza. Ben presto, però, la scena si trasforma in un coinvolgente racconto corale che conduce gli spettatori alla scoperta del valore dell’arte e della cultura come strumenti di crescita personale, emancipazione e resistenza.

Attraverso dialoghi, azioni fisiche, musica, poesia, burattini e monologhi di grande intensità emotiva, gli studenti esplorano cinque tappe fondamentali del rapporto tra conoscenza e sopravvivenza umana. Dal teatro come occasione di riscatto sociale, raccontato attraverso l’esperienza del Pinocchio Nero con i bambini di strada in Kenya, alla poesia vissuta come atto d’amore e rifugio dell’anima.

La musica e la letteratura come strumenti di difesa

La musica, capace di curare le fragilità adolescenziali rileggendo il mito dantesco di Paolo e Francesca, e la letteratura come difesa della dignità umana sono al centro di questo spettacolo. Particolarmente toccanti sono i momenti dedicati alla memoria storica e alla libertà di espressione.

Il pubblico viene accompagnato nel dramma di Auschwitzdove Primo Levi trova nel Canto di Ulisse la forza di preservare la propria umanità nel lager, e nella vicenda del regista iraniano Jafar Panahisimbolo di una resistenza civile che sfida la censura attraverso il linguaggio universale del cinema.

Un messaggio di speranza e responsabilità

Nel finale, di fronte agli studenti che chiedono il voto per il lavoro svolto, la docente consegna loro l’insegnamento più importante: voi non siete numeri, ma persone. Un messaggio che si concretizza simbolicamente nel gesto di annodare un fazzoletto bianco, emblema di memoria, responsabilità e cittadinanza attiva.

Lo spettacolo racconta il percorso di trasformazione dei giovani protagonisti: dal disinteresse iniziale alla scoperta che la cultura non è un insieme di nozioni astratte, ma uno strumento concreto per sviluppare consapevolezza, empatia, coraggio e libertà.

Al termine della serata, la professoressa Simona Vismara, Collaboratrice del Dirigente Scolastico, ha rivolto un sentito ringraziamento agli studenti, alle docenti e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo. Nel suo intervento ha sottolineato il valore del percorso umano e formativo vissuto dai ragazzi, augurando loro di custodire nel tempo quanto appreso e condiviso sul palcoscenico.

In particolare, ha invitato gli studenti a non smettere mai di ricercare la bellezza nelle sue molteplici forme – nell’arte, nella cultura, nelle relazioni e nelle scelte quotidiane – riconoscendola come una guida preziosa per la crescita personale e per la costruzione di una società più consapevole e umana.

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