una risonanza magnetica da 3,5 tonnellate installata al reparto di radiologia dell'ospedale sacco e finanziata dal PNRR sarebbe rimasta inattiva per mesi, e il Movimento 5 Stelle chiede verifiche su attivazione e impatto sulle liste d'attesa

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Un’apparecchiatura di ultima generazione per la risonanza magnetica, installata nel reparto di radiologia dell’Ospedale Sacco di Milano e finanziata con risorse del PNRR, ha acceso un dibattito sulle tempistiche di attivazione. Secondo alcune segnalazioni, l’unità non sarebbe stata ancora messa in funzione, nonostante sia presente nella struttura da diversi mesi.
La vicenda è emersa attraverso l’intervento del capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che ha chiesto chiarimenti alla Direzione Generale dell’ospedale. Le risposte ufficiali parlerebbero di procedure amministrative e controlli tecnici che avrebbero rallentato l’entrata in servizio dell’apparecchio.
Il contesto dell’investimento e le caratteristiche del macchinario
L’unità in questione è descritta come un blocco unico dal peso di circa 3,5 tonnellate, progettato per offrire esami ad alta precisione e supportare l’attività clinica nei casi più complessi. L’acquisto è stato reso possibile grazie ai fondi stanziati dal PNRR, destinati all’ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie.
Perché la nuova risonanza conta
Una risonanza magnetica di ultima generazione può ridurre i tempi di indagine e migliorare la qualità diagnostica, specialmente nelle patologie oncologiche e neurologiche. L’installazione di apparecchiature così avanzate si accompagna tuttavia a procedure di collaudo e certificazione che possono richiedere tempi tecnici e verifiche di conformità.
Le segnalazioni e la reazione politica
Le critiche sono arrivate dal capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che ha raccolto diverse segnalazioni secondo cui il dispositivo non sarebbe ancora operativo. La richiesta ufficiale di spiegazioni è stata inviata alla Direzione Generale dell’ospedale, la quale avrebbe comunicato che l’attivazione sarebbe imminente, una volta concluse le verifiche documentali e amministrative.
Preoccupazioni sulle liste d’attesa
Il deputato regionale ha sottolineato come, in un sistema in cui le liste d’attesa sono spesso molto lunghe, la disponibilità immediata di nuove apparecchiature sarebbe fondamentale. La preoccupazione principale è che risorse pubbliche per migliorare il servizio sanitario rimangano inutilizzate, senza incidere sull’efficacia e sui tempi di risposta per i pazienti.
Monitoraggio e possibili sviluppi
Per rispondere ai dubbi sollevati, il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle ha annunciato l’avvio di un monitoraggio sull’effettiva messa in funzione dei macchinari acquistati con il PNRR. L’obiettivo dichiarato è verificare non solo l’attivazione, ma anche l’impatto concreto in termini di prestazioni e riduzione delle attese nelle strutture sanitarie.
Un controllo di questo tipo include la raccolta di dati operativi, il confronto tra la capacità diagnostica prevista e quella realmente disponibile, e la valutazione dei tempi medi di attesa prima e dopo l’attivazione delle nuove apparecchiature.
Trasparenza e responsabilità nell’uso dei fondi
Il monitoraggio risponde a una esigenza più ampia di trasparenza nell’utilizzo dei finanziamenti pubblici: quando un investimento è annunciato come strumento per ridurre le inefficienze del sistema sanitario, è giusto verificarne l’effettiva applicazione. Secondo i promotori dell’iniziativa, non si tratta solo di puntare il dito, ma di assicurare che le risorse del PNRR producano benefici reali per i cittadini.
In assenza di anomalie, l’attivazione del macchinario potrà essere confermata pubblicamente con dati concreti; in presenza di ritardi ingiustificati, la segnalazione apre la strada a richieste di chiarimento più approfondite presso le autorità regionali competenti.
Implicazioni per i pazienti e per la rete sanitaria
Per i pazienti, la disponibilità tempestiva di una risonanza magnetica moderna può tradursi in diagnosi più rapide e percorsi terapeutici più efficaci. Dal punto di vista organizzativo, introdurre nuove tecnologie richiede coordinamento tra reparti, formazione del personale e adeguamenti logistici, elementi che la Direzione Generale deve pianificare e comunicare chiaramente.
Il richiamo finale del capogruppo del Movimento 5 Stelle insiste sul fatto che annunci e inaugurazioni non bastano: serve che le apparecchiature entrino in servizio e incidano davvero sulle prestazioni dell’ospedale e sulla riduzione delle liste d’attesa, altrimenti il rischio è che i cittadini percepiscano un uso inefficiente delle risorse pubbliche.


